Celebrato a Bellaria il 36esimo compleanno dell'Istituto Oncologico Romagnolo

Toccante la testimonianza di Vittoria Graziani, volontaria Ior che ha ricordato la sua esperienza famigliare vissuta all’Hospice di Ravenna, “Villa Adalgisa” durante la malattia del fratello Vittorio, amorevolmente assistito dai volontari Ior e dal personale medico dell’Hospice.

Come una grande famiglia i volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo si sono riuniti sabato al Centro Congressi di Bellaria, insieme ai Ricercatori e Medici dell’Irst Irccs per fare il punto sugli obiettivi raggiunti e ragionare sulle sfide future. Un famiglia nata 36 anni fa in una terra con un triste primato, il più alto tasso di mortalità contro il cancro e con una missione nobile, essere a fianco dei pazienti e delle loro famiglie perché nessuno deve affrontare il cancro da solo.

Il professore Dino Amadori, presidente dello Ior, ha ricordato "come negli anni ’70 fosse impossibile per gli oncologi garantire un’adeguata terapia ai pazienti e quanto sia stato fondamentale creare una organizzazione di iniziativa popolare che valorizzasse i sapere e i territori. Gli investimenti dello IOR, infatti, in questi 36 anni sono stati indispensabili, pari a 63 milioni di euro e hanno cambiato il volto delle oncologie romagnole. Lo Ior ha sostenuto l’organizzazione di oltre 170 convegni scientifici, molti di caratura nazionale ed internazionale, oltre 230 borse di studio in favore di medici oncologici, oggi stimati professionisti in Italia e all’estero. Lo Ior ha ideato e ha partecipato alla realizzazione dell’Irst Irccs di Meldola. Ad oggi ha assistito gratuitamente oltre 35.000 pazienti oncologici con vari progetti e oltre 122.000 studenti hanno partecipato ai corsi sulla prevenzione, sui corretti stili di vita condotti dalle Biologhe dello IOR nelle scuole romagnole. Ma tutto questo è stato possibile grazie all’instancabile lavoro dei volontari Ior, che donando una parte del loro tempo, donano una parte della loro vita agli altri e non c’è nulla di più importante".

"Le sfide future dello Ior - secondo Amadori - saranno quelle di sostenere l’Irst Irccs nella realizzazione di un Comprensive Cancer Care Network in Romagna, riconosciuto in Europa come struttura a carattere scientifico, per garantire a tutti i pazienti il migliore livello di terapia possibili e di collaborare e sostenere l’Ausl Romagna nello suo sviluppo completo". Toni Ibrahim, responsabile del Centro di Osteocologia e Tumori Rari Irst Irccs, ex borsista Ior, ha raccontato nel suo intervento i progressi scientifici effettuati dall’equipè di ricercatori di Meldola, grazie al sostegno dello Ior e alle collaborazioni con le Università di Houston e Princeton.

Roberta Pericoli, responsabile dell'Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica di Rimini, ha portato la testimonianza del suo importante lavoro presso il reparto, nel quale vengono assistiti i bambini e addolescenti, provenienti da tutta la Romagna, costretti a combattere la malattia oncologica. Lo Ior e l’Irst si sono impegnati a sostenere questo importante lavoro per garantire una maggiore assistenza. Toccante la testimonianza di Vittoria Graziani, volontaria Ior che ha ricordato la sua esperienza famigliare vissuta all’Hospice di Ravenna, “Villa Adalgisa” durante la malattia del fratello Vittorio, amorevolmente assistito dai volontari Ior e dal personale medico dell’Hospice.

Il viaggio dentro le emozioni è continuato con la testimonianza di Luca Lazzarini, uno dei Coordinatori dei Volontari che da 31 anni organizzano la Sagra di San Patrizio in favore dello Ior che vede il mobilitarsi di tutti i cittadini di Conselice e che permette di donare ogni anno 15.000 euro per la ricerca oncologica. Ospite d’onore, Alberto Bucci, ex allenatore di pallacanestro e mental coach, che ha portato ai presenti la sua testimonianza di paziente oncologico e di come sia fondamentale vivere contro il tumore e non lottare contro la malattia. Al termine degli interventi Amadori ha ringraziato il nuovo consiglio d0amministrazione dello Ior, eletto da pochi giorni, "che avrà l’inportante compito di progettare le stretegie future dell’Istituto, ha ringraziato tutti i Medici e Ricercatori che ogni giorno lottano contro il cancro e tutti i Volontari che si impegnano a garantire sempre nuove risorse in favore della ricerca e della cura, ad assicurare una carezza e a regalare un sorriso ai pazienti oncologici per dimostrargli che non sono soli in questa loro difficile battaglia". Infine ha ricordato "come, grazie al lavoro di squadra in questi 36 anni, oggi la Romagna ha il tasso di sopravvivenza dal cancro più alto della media europea ed italiana. Molto è stato fatto, c’è ancora molta strada da percorrere, ma oggi abbiamo la certezza che insieme l’impossibile diventa possibile".

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