Istituto Oncologico Romagnolo: Riccione in campo per l'immunoterapia

L’edizione 2018 si è rivelata un grande successo: circa 140 riccionesi sono intervenuti, per un incasso che ha sfiorato i 10.000 euro

Si terrà venerdì 29 marzo alle ore 20, presso l’Hotel Abner’s in Lungomare della Repubblica 7, la tradizionale cena istituzionale di raccolta fondi organizzata dalla Sede di Riccione dell’Istituto Oncologico Romagnolo: un appuntamento che si rinnova oramai da qualche anno e che risulta tra i più importanti del calendario primaverile della organizzazione. L’edizione 2018 si è rivelata un grande successo: circa 140 riccionesi sono intervenuti, per un incasso che ha sfiorato i 10.000 euro interamente dedicati al servizio d’assistenza domiciliare gratuita portato avanti sul territorio. "Un’attività particolarmente importante quella portata avanti dall’operatrice socio-sanitaria Marica Innocenti e dalla psicologa IOR Elisa Ruggeri – spiega il Direttore Generale Fabrizio Miserocchi, che sarà presente anche per l’edizione 2019 – nella sola provincia di Rimini sono state ben 11 le famiglie che ne hanno usufruito in tutto il 2018, per un totale di 263 accessi nelle case di chi ha un caro alle prese con le fasi più delicate di malattia. Stiamo parlando di circa 450 ore trascorse accanto a chi soffre in maniera completamente gratuita ma allo stesso tempo molto professionale, nel tentativo di alleviare le sofferenze sue e di chi gli sta vicino".

Se l’edizione 2018 era quindi interamente dedicata ai servizi alla persona, nel solco della prima parte del motto dell’Istituto Oncologico Romagnolo, “vicino a chi soffre”, il 2018 vedrà invece una vera e propria “chiamata alle armi” per quel che riguarda il secondo aspetto della mission della Onlus, “insieme a chi cura”. L’intero ricavato sarà infatti devoluto a sostegno dei progetti di immunoterapia cellulare avanzata portati avanti dall’equipe del dott. Massimo Guidoboni presso l’IRST IRCCS di Meldola: una opportunità terapeutica nuova ma che ha già portato a grandi risultati, come sancito dall’attribuzione del premio Nobel per la Medicina 2018 ai due ricercatori che più di ogni altro hanno contribuito a svelare i meccanismi con cui il cancro si difende dalle nostre difese immunitarie.

"Uno studio scientifico recente ha stabilito come ogni giorno, nel corpo di ciascuno di noi, si formano circa cento cellule potenzialmente in grado di dar luogo a una neoplasia – spiega proprio il dott. Guidoboni – ma il nostro sistema immunitario risulta solitamente molto efficiente nel riconoscerle e ucciderle prima che possano svilupparsi. Tuttavia, di tanto in tanto, qualcosa può eluderne la sorveglianza, a causa delle controffensive che la malattia mette in atto. Sotto la definizione di immunoterapia ricadono una serie di modalità terapeutiche che vanno a colpire meccanismi diversi a seconda dei farmaci utilizzati; ciò che hanno in comune è la caratteristica di voler utilizzare il sistema immunitario per sconfiggere e uccidere le cellule tumorali".

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