Cronaca

Istruttori del Cai condannati per la valanga di Pila, il presidente Torti: "Sentenza che sconcerta"

Il numero uno del Club Alpino Italiano annuncia il ricorso in Appello: "La decisione dei giudici sembra contraddire inequivoche risultanze probatorie e valutazioni espresse dai più autorevoli esperti"

Dopo la sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta, che ha condannato 6 soci del Cai a 1 anno e 6 mesi per disastro e omicidi colposi, in seguito alla valanga di Pila che uccise due scialpinisti, an intervenire è il presidente generale del Club Alpino Italiano Vincenzo Torti che parla di una decisione che lascia "sconcerto". "Abbiamo preso atto con rammarico della sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Aosta - spiega Torti - che sembra contraddire inequivoche risultanze probatorie e valutazioni espresse dai più autorevoli esperti sentiti in corso di giudizio. Ancor più grave è l’aver esteso la più volte contestata responsabilità a tutti i soggetti coinvolti, assimilando al ruolo del direttore del corso quello dei volontari di mero supporto collaborativo, che, in quanto non titolati, non avevano alcuna funzione in ordine a valutazioni non di loro competenza. Una scelta processuale accusatoria stigmatizzata sin dal primo momento, quella cosiddetta "a strascico", che talora viene utilizzata in avvio di indagine, ma viene superata all’esito di approfondimenti che consentono di individuare ruoli e contributi causali. Scelta ancor meno condivisibile, laddove ha portato, su tale errato presupposto, ad escludere qualsivoglia rilevanza al decesso del partecipante "qualificato". Per parte sua, il Club alpino italiano, proprio alla luce di quanto puntualmente accertato e che si confida possa trovare in sede di appello adeguata valutazione, conferma la piena solidarietà ai propri soci, ai quali non mancherà di assicurare la necessaria vicinanza e assistenza".

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