Italia Nostra boccia il progetto del parco eolico off-shore davanti a Rimini

L'associazione contraria alla realizzazione delle pale: "Non ci sono soldi per compensare anche in minima parte il danno che una simile mostruosità causerà a tutta la nostra riviera"

"Italia Nostra non farà “avvelenare le sorgenti” da cui trae vita e sostentamento la propria gente, ed è per questo che apprende, con stupore e indignazione, di come un progetto deleterio come la realizzazione di un parco eolico sul mare, proprio di fronte all’arenile dove milioni di turisti vengono ogni anno, in ogni stagione, a godere di pace e bellezza, possa essere affrontato così superficialmente nel dibattito politico istituzionale riportato dalla stampa in questi giorni". Non usa mezzi termini l'associazione ambientalista nel bocciare l'idea di realizzare i piloni in mare per la produzione dell'energia elettrica. "Non ci sono denari – “né trenta”, né di più – o compensazioni sufficienti - aggiunge - per compensare una seppur minima parte del danno che una simile mostruosità causerà a tutta la nostra riviera e alla vita di tutti noi. Per quali ragioni i nostri e nuovi turisti dovrebbero essere attratti dalla nostra offerta turistica? Forse per un bosco di pali che si
staglia all’orizzonte del mare, magari frapponendosi al sole che nasce? 59 aerogeneratori alti come un palazzo di 10 piani a 10 km dalla costa, con pale di diametro intorno ai 5 metri che vorticano perennemente, con due piattaforme d’acciaio di 40 metri di diametro. Una mostruosità, uno scempio a cui neanche l’immaginazione può dare una risposta capace d’avvicinarsi alla realtà del progetto".

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"Il paesaggio e la bellezza non sono un bene alienabile - conclude Italia Nostra in una nota stampa - ma un patrimonio
dell’umanità, difeso e tutelato, per nostra fortuna, dalle leggi sin dall’art.9 del proprio atto costitutivo “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, “l’articolo più originale della Costituzione italiana” come lo definì l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, oltre che dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Leggi di cui, come a Gela e sul Gargano, chiederemo come Italia Nostra il rispetto in tutte le sedi. Ma chiediamo fin da ora che le istituzioni – tutte le istituzioni, dai comuni, alle province – non lascino soli i propri cittadini e il proprio tessuto democratico e sociale in questa battaglia, che è prima di tutto di civiltà oltre che di propria sopravvivenza, ben consci degli interessi economici, mostruosi e celati, che dietro a questi tentativi, a Rimini come in tante altre zone della nostra bella e straordinaria Italia, si celano".

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