Italia Nostra ribadisce il no all'eolico off-shore: "Mostri alti più del promontorio di Gabicce"

L'associazione mette in campo i numeri delle 59 torri che potrebbero sorgere nello specchio di mare al largo di Rimini

Ribadisce il proprio no alla realizzazione del parco eolico off-shore e, in una nota stampa, Italia Nostra mette in campo i numeri di un progetto già contestato da più parti. L'associazione, non contestando il numero delle torri e la distanza dalla riva, sottoline però l'altezza dell'impianto: 230 metri. "L'altezza dei generatori è il doppio del grattacielo di Rimini (101 m.), ma anche il doppio di quello di Cesenatico (113 m.) che così bene si osserva dal porto di Rimini pur trovandosi a una distanza doppia, in linea d’aria a 20 chilometri. Mostri alti più del promontorio di Gabicce, che sul monte San Bartolo non arriva a 200 metri, che si frapporrebbero inesorabilmente al godimento di quella visione che caratterizza tutta la riviera incantando milioni di turisti". Al tema principale, quello dell'impatto sul paesaggio, l'associazione mette sul piatto altri problemi che potrebbero derivare dal parco eolico: "l’interferenza coi flussi migratori degli uccelli, o l’inquinamento derivante dal rumore dei generatori che arriverà a riva spinto dal vento, o alle luci perennemente accese dei 59 aerogeneratori per renderli visibili anche di notte, o al problema dello smaltimento del carbonio delle pale eoliche giunte a fine vita a cui nessuno ha ancora dato soluzione".

Anche i parlamentari della Lega contrari al progetto e, in una nota stampa, Jacopo Morrone e Elena Raffaelli dichiarano che “Il nostro è un ‘no’ convinto. La realizzazione di una centrale eolica offshore antistante alla costa che interessa i comuni di Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica sarebbe un ‘caro’ errore. L’economia romagnola si basa principalmente sul turismo balneare. Il mare è la nostra ricchezza e un parco eolico, in bella vista di fronte alla spiaggia, impatterebbe in modo negativo sul panorama. Ma a subirne gli effetti potrebbero essere anche la navigazione, sia turistica che commerciale, e certamente la pesca. E’ quindi indispensabile valutare attentamente e in modo trasparente costi e benefici di questa operazione. Come sarebbe utile raffrontare questo progetto con altri che non sono mai arrivati alla realizzazione, in altri specchi marini italiani. Noi crediamo che i costi, non solo in termini economici, superino i benefici. Abbiamo il coraggio di dirlo, mentre vediamo un PD che nicchia e scarica su Roma le responsabilità della decisione. Segno inequivocabile che anche in casa piddina non c’è alcuna certezza della bontà del progetto e solo il presidente della Provincia, Riziero Santi, ne sostiene, pur prudentemente, la bontà. In questa ottica, abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri coinvolti, sollecitando valutazioni rigorose sull’impatto ambientale e paesaggistico che avrà l’impianto sulla costa riminese e, di conseguenza, quale ne sarà la ricaduta economica”.

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Sulla questione è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha commentato: “La costa riminese rischia di essere deturpata da un campo eolico. La Lega dice no: serve un consiglio comunale aperto ai cittadini e un referendum cittadino. L’Italia deve difendere la propria bellezza, il Pd da che parte sta?”

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