Italian Exhibition Group ribatte agli attacchi de La Stampa: "Non siamo una parentopoli"

La difesa di Ugo Ravanelli, amministratore delegato di IEG. Croatti (M5S): "Tentare di sopire notizie scomode in città non rappresenta una grossa novità"

"La superficialità con cui vengono affrontati temi importanti è sconcertante, soprattutto perche' la ricostruzione è faziosa, piena di inesattezze e certamente con informazioni datate". L'amministratore delegato di Italian Exhibition Group, Ugo Ravanelli, affida a una lettera ai dipendenti la replica all'inchiesta pubblicata ieri dal quotidiano 'La Stampa'. Smontando una per una le accuse di gestione allegra nelle fatture, nelle assunzioni e nell'assegnazione di lavori. Intanto, sottolinea, prosegue il percorso verso la quotazione: nelle scorse settimane dalle "verifiche incrociate" di Borsa italiana, Consob, legali, revisori, banche e auditor non sono emersi "ostacoli o incongruenze". Dunque, il percorso "prosegue senza alcuna titubanza". Tornando all'articolo, Ravenelli rimarca in primo luogo, sulla scelta per l'ampliamento dei quartieri di Rimini e Vicenza dello studio Gmp, che è avvenuta dopo una "approfondita valutazione da parte di tecnici e colleghi delegati", alla quale sono seguiti "ulteriori approfondimenti" e la sottoscrizione dei contratti il 14 maggio. A luglio è stato informato il cda che ha condiviso l'intero progetto. Per quanto riguarda gli ordini a fornitori con data successiva a quella della fattura, da un lato "la struttura del ciclo passivo prevede che alcuni flussi portino a definire l'ordine immediatamente a ridosso della fattura"; dall'altro è stato selezionato un nuovo software per "ridurre ulteriormente il fenomeno". 

Ravanelli bolla poi come "nauseanti" due elementi dell'inchiesta: la valutazione da parte di un consulente esterno dell'attività del management su cui Ravanelli, trovando l'appoggio del cda unito a esclusione di un consigliere, espresse "grandi perplessità". Da qui il rinnovo della fiducia ai "colleghi" citati nell'articolo. Difficile poi "mantenersi seri sulla questione parentopoli", prosegue: l'organismo di vigilanza che ha preso in esame otto segnalazioni dice infatti che non c'e' "alcun perimetro di rilevanza". Infine: "Non trova alcun ragion di essere oggetto di commenti" il tema dei premi liquidati, mentre il debito per il Palas ammonta a 35 milioni di euro e non a 209 come segnala l'inchiesta. Insomma, conclude l'ad Ravennelli, "dobbiamo sentirci orgogliosi di appartenere a questa grande Azienda". 

Stante un "silenzio assordante" sull'inchiesta de 'La Stampa' di domenica su Italian Exhibition Group prova allora ad uscire dal coro il parlamentare riminese del Movimento 5 Stelle, Marco Croatti, sottolineando come l'articolo colpisca "duramente il nostro sistema fieristico" e confermi "in parte accuse che le poche voci in città, tra cui il M5s, non coinvolte nella spartizione politica di poltrone e prebende da tempo denunciano". Croatti dunque si aspettava "grandi discussioni" questa mattina in città e sui mezzi di informazione. "Al contrario di quanto accaduto". Per cui "tentare di sopire notizie scomode in città non rappresenta una grossa novità". Certo, aggiunge il pentastellato, "sarebbe stato interessante leggere le doverose reazioni dell'amministrazione e di Ieg. Per comprendere meglio e chiarire alcuni aspetti. A maggior ragione in una fase piuttosto delicata per il futuro del gruppo fieristico". Il quadro disegnato, si chiede Croatti, "come può essere accettato e tollerato da chi detiene il controllo pubblico del gruppo? Cosa dice l'amministrazione Pd, sempre pronta a fare quadrato intorno al management della Fiera e ad avallare una opacità di gestione giustificata, anche in commissione consiliare, dal suo presidente con la necessità di garantire i soci privati? Tutto questo è inaccettabile", sentenzia.
(Agenzia Dire)

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