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Scuole, anche l'ITIS si rivolta. Vitali: "Toni squalificanti"

E' duro il confronto tra i docenti dell'Itis Da Vinci e il presidente della Provincia. A stretto giro, dopo una dura lettera del personale docente e non docente arriva l'altrettanto dura replica del presidente della Provincia Stefano Vitali che rintuzza le accuse.

E' duro il confronto tra i docenti dell'Itis Da Vinci e il presidente della Provincia. A stretto giro, dopo una dura lettera del personale docente e non docente arriva l'altrettanto dura replica del presidente della Provincia Stefano Vitali che rintuzza le accuse.

LA LETTERA DELL'ITIS .Questa la protesta firmata dai docenti dell'Itis: "A fronte di un aumento dell’8% degli iscritti, si decide di tagliare una sede che ospita 20 classi (la sede del Linguistico in via del Pino di proprietà del Comune) e si innesca un domino che coinvolge 6 istituti (Valgimigli, Einaudi, Itis Da Vinci, Belluzzi, Valturio, Alberti). Alcune strutture diverranno dei veri e propri formicai. Si spendono decine di migliaia di euro in traslochi di banchi, lavagne, uffici, laboratori... Dov’è allora il miglioramento dell’offerta formativa? E il risparmio delle risorse? E i disagi dell’utenza rispetto ad un cambiamento di sede? Questo 8% di ragazzi in più, vengono forse dalla luna o dalle scuole medie riminesi? Da quanti anni si sapeva di questa “onda” di iscrizioni e cosa si è fatto nel frattempo? Davvero chiudendo una scuola staremo tutti meglio?"

E attaccano ancora: "Dopo la mal digerita fusione imposta dalla Provincia e non certo gradita dagli istituti Da Vinci e Belluzzi in cambio della promessa di ampi e accoglienti spazi a disposizione, ora si requisiscono 15/20 aule del Belluzzi per far spazio ad un'altra scuola. Dov’è la coerenza o il rispetto della parola data dall’Assessore Soldati? L’istituto ITI Da Vinci + Belluzzi si troverebbe con 63 classi per 46 aule a disposizione". Quindi l'attacco: "Il personale docente e non docente dell’ITIS, insieme ai suoi 1000 allievi e genitori, respinge la proposta della Provincia e si mobiliterà con tutti i mezzi a disposizione per fermare questa pazzia, suggerendo inoltre che se fra un anno la Provincia sparirà (se non per legge, almeno per assenza di risorse, come il Presidente Vitali più volte ha sottolineato), non è il caso di trovare degli spazi da destinare alle esigenze scolastiche tra le sue innumerevoli sedi, sfoltendo magari anche le decine di figure politiche?"

LA REPLICA DI VITALI. L'ultima frase è stata quella che probabilmente ha fatto traboccare il vaso. I tagli del governo mettono a repentaglio scuola e formazione e lasciano gli enti locali da soli a fronteggiare le emergenze e le inevitabili tensioni. Lo spiega in una sua nota il presidente della Provincia Stefano Vitali. “Quando si effettuano tagli ai bilanci che superano di 1,5 milioni di euro i trasferimenti teoricamente dovuti per legge quello che materialmente succede è che si manda un messaggio molto chiaro: arrangiatevi e fatevi carico voi dei problemi e delle tensioni che inevitabilmente vengono prodotti dalle scelte del Governo. Questo è particolarmente grave quando si parla di scuola e di formazione”.

Quindi nel merito: “Quello, però, che faccio davvero fatica a comprendere e giustificare è come, in questa situazione davvero complicata, vi sia chi ha responsabilità educative importanti che solleva questioni spesso corporative e conservatrici, o minimali, facendo finta di non sapere in quale contesto oggi viviamo. Io non mi aspetto che i docenti siano tutti animati da uno spirito degno della scuola di Barbiana, per carità. Mi aspetto, tuttavia, che tutti questi interpretino la loro funzione istituzionale e educativa con serietà e responsabilità. Educare non significa semplicemente impegnarsi a trasferire qualche conoscenza specialistica ma aiutare i nostri ragazzi a diventare cittadini responsabili e consapevoli”

“Cittadini che debbono prepararsi, purtroppo, ad affrontare un mondo difficile ed il presente balordo che gli abbiamo consegnato, ma, proprio per questo, cittadini che debbono essere consapevoli di vivere in un contesto più ampio in cui si ha il diritto di ricevere quello che è giusto e necessario ma non di rivendicare quello che per pigrizia o per egoismo si finirebbe per sottrarre a qualcun altro. Il compito di chi governa, oggi, è quello di fare in modo che il poco che c’è vada dove c’è assolutamente bisogno e che nemmeno un euro vada sprecato”.

E ancora: “Nella nostra scuola ci sono ancora molti docenti seri e motivati, mi rivolgo a loro perché non si girino dall’altra parte e aiutino chi vuole fare prevalere l’interesse comune che non è fatto di tanti piccoli micro interessi ma della capacità di costruire un ambiente migliore e più giusto per tutti. Cosa che non ha fatto e non fa chi scrive e sottoscrive un comunicato nei toni squalificante per il ruolo di educatore come quello inviato quest’oggi a siti d’informazione locale dall’Istituto tecnico “ITIS Leonardo Da Vinci’. Un esempio impressionante di assenza di senso civico e, dall’altro lato, di menefreghismo rispetto al quadro generale di una inevitabile e delicata riorganizzazione scolastica superiore”.

Ed infine: “Un comunicato peraltro stridente rispetto alle legittime forme di protesta, adottate dall’Istituto ‘Einaudi’, cui una delegazione ho incontrato questa mattina. Devo ringraziare ragazzi e docenti dell’Einaudi perché con fantasia, vivacità, profonda correttezza, desiderio reale di confronto, hanno illustrato le loro ragioni, sulle quali continueremo a riflettere e a lavorare per individuare la soluzione migliore che garantisca tutti in maniera eguale. E’ grazie a questi ragazzi e docenti, forti delle loro convinzioni ma assolutamente rispettosi di quelle altrui, che possiamo essere fiduciosi circa il futuro dell’educazione, a Rimini e in Italia.”.

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