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Tenta di circoncidersi per "motivi culturali". Il killer di Max Iorio rischia di evirarsi

Per "motivi culturali" ha tentato di circoncidersi in carcere, ma ha rischiato di evirarsi. L'autore del gesto estremo è il nomade bosniaco 38enne Zoran Ahmetovic

Per "motivi culturali" ha tentato di circoncidersi in carcere, ma ha rischiato di evirarsi. L'autore del gesto estremo è il nomade bosniaco 38enne Zoran Ahmetovic, l'uomo che dopo 15 anni ha confessato l' omicidio del riminese Max Iorio e che sta scontando la pena a 16 anni di reclusione nel carcere di Parma. L'individuo, reo confesso, ha ammesso l'omicidio solo nel gennaio 2011, dopo 14 anni dall'assassinio (19 marzo 1997) avvenuto in casa del dipendente comunale in via Santa Chiara, in pieno centro a Rimini, dopo una notte di sesso e stupefacenti.

Ahmetovic all'epoca dei fatti era stanziato in un campo nomadi a Rimini. La tentata circoncisione che ha fatto rischiare al detenuto un'emorragia sarebbe stata giustificata da "motivi culturali" ed è avvenuta il 14 giugno: in una lettera, datata 20 giugno e ricevuta dal difensore Cinzia Bonfantini, Ahmetovic si dice pentito e di aver imboccato la strada della fede. Inoltre ha mandato un messaggio alla famiglia della sua vittima e dà indicazioni precise, compreso la chiesa dove recarsi, per perdonarlo.

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