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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

L'affare si rivela un boomerang, a processo per ricettazione di antichità

L'uomo, che non sarebbe mai entrato in possesso della merce, avrebbe cercato di rivenderla ma è stato intercettato dalla Guardia di Finanza

Quello che, sulla carta, sembrava essere un ottimo affare si è rivelato un vero e proprio boomerang per un 50enne riminese finito a processo per ricettazione di antichità. L'uomo, secondo le accuse, avrebbe cercato di vendere su internet degli antichi vasi pugliesi ma l'annuncio era stato intercettato dalla Guardia di Finanza che si era precipitata a casa sua in cerca della merce. Vasi che, però. non sono mai stati trovati nell'abitazione del 50enne ma il solo fatto di aver pubblicato le foto su un annuncio in rete lo ha fatto finire nei guai. Difeso dall'avvocato Piergiorgio Campolongo, il venditore ha sempre sostenuto di non essere mai entrato in possesso del materiale e di aver visto quei tre vasi in vendita in un mercatino dell'usato per un totale di 10 euro. Gli erano piaciuti talmente tanto che aveva deciso di fotografarli e di offrirli in vendita sulla rete e, in caso di un compratore, si sarebbe recato nel mercatino per acquistarli e rivenderli. Nell'udienza di oggi la difesa ha chiesto il rito abbreviato condizionato all'ascolto di alcuni testimoni per ricostruire in aula la vicenda. 

Non è la prima volta, tuttavia, che il 50enne finisce a processo per reati analoghi. Nel 2021 era stato condannato in primo grado, ma la sentenza era stata appellata, per aver ,esso in vendita sempre sulla rete dei bossoli d'artiglieria acquistati sempre in un mercatino dell'usato. Anche in quella occasione le foto avevano messo in allarme i militari della Guardia di Finanza che, insieme agli artificeri, avevano perquisito l'appartamento. Naturalmente non erano emerse bombe ma la presenza dei bossoli, ritenuti comunque materiale esplodente, aveva fatto partire il procedimento penale per il quale è stato ritenuto colpevole.

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