L'allarme di Coldiretti: "La siccità sta mettendo in ginocchio agricoltori e allevatori"

La scarsità di piogge nel periodo primaverile ha penalizzato le colture portaseme e la mancanza di acqua nel periodo estivo ha danneggiato le colture di granoturco e foraggere

Il caldo e la mancanza di precipitazioni stanno causando ingenti danni all’agricoltura. Oltre alla burocrazia che non ha permesso di avviare la deroga al divieto di prelievo ai fini irrigui quando nel Marecchia c’era ancora acqua, ora rischiano di essere gravissimi i danni per tutta l’ agricoltura nella Provincia di Rimini.  La scarsità di piogge nel periodo primaverile ha penalizzato le colture portaseme e la mancanza di acqua nel periodo estivo ha danneggiato le colture di granoturco e foraggere.  “A parte il problema delle zone agricole lungo il Marecchia che meriterebbe un capitolo a parte – afferma il Presidente di Coldiretti Rimini Giuseppe Salvioli – ora c’è il rischio che anche i comparti frutticoli e orticoli vadano in sofferenza, compresi vigneti e uliveti. E’ evidente – prosegue Salvioli – che se una pianta va in stress idrico, le conseguenze si ripercuoteranno anche nell’annata successiva”.

“Una cosa assurda – afferma il direttore di Coldiretti Rimini Anacleto Malara – è che i prezzi dell’ortofrutta, che normalmente per gli elevati consumi nel periodo estivo tendono al rialzo, sono crollati all’origine (cioè i prezzi pagati al produttore) con ribassi fino al 40 per cento delle quotazioni. La causa – prosegue il direttore Malara – è l’importazione, nonostante il periodo di massima produzione locale, di frutta straniera che spesso viene spacciata come italiana. Il problema interessa un po’ tutte le varietà di albicocche, pesche e nettarine, ma anche meloni ed angurie, con quotazioni alla produzione calati dal 10 al 40% rispetto allo scorso anno”. 

All’origine del crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che non riescono più a coprire neanche i costi di produzione, peraltro balzati alle stelle a causa della siccità, è soprattutto la vera e propria invasione di frutta straniera che viene spesso spacciata per italiana. Pesche e angurie greche, pomodorini dalle coste africane e nettarine spagnole vengono vendute come nazionali, come dimostra nei giorni scorsi nel porto di Brindisi il sequestro di ingenti quantità di pesche provenienti dalla Grecia già etichettate come se fossero di origine italiana. 

“Da qui, – conclude Malara – le iniziative rivolte ai consumatori per invitarli a verificare sempre l’etichetta e, quando possibile, di acquistare direttamente dal produttore o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica”. “Sempre a proposito di siccità e crisi idrica conseguente – ricorda Giorgio Ricci vice direttore Coldiretti Rimini – non bisogna dimenticare i danni provocati dalle alte temperature agli allevamenti in quanto gli animali producono meno latte e crescono più lentamente. Addirittura gli allevatori della Alta Valmarecchia che hanno gli animali al pascolo, sono ormai costretti a portare il fieno per alimentarli così come l’acqua per dissetarli essendosi seccati i pascoli e prosciugate le fonti d’acqua. Non bisogna dimenticare inoltre, conclude Ricci, i danni causati dagli animali selvatici, soprattutto cinghiali, che anche a causa della carenza di cibo nel bosco per la siccità e del numero ormai fuori controllo, nonostante l’impegno del Servizio Territoriale Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna (Stacp) di Rimini, si riversano in massa nei campi coltivati; da ultimo i danni causati dagli attacchi, non più sporadici, dei lupi, per i quali è più facile aggredire un vitellino appena nato o una pecora rispetto ad un cinghiale”.
 

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