Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

L'Anpi di Rimini: "La statua di Cesare donata da Mussolini non può essere collocata in piazza"

"Al Lapidario del museo la statua di Cesare non è in esilio, giusta la decisione dell'assessore Piscaglia"

L'Anpi di Rimini interviene con preoccupazione sulla questione della statua di Giulio Cesare. Per l'associazione la statua del condottiero al Lapidario romano non è un esilio, ma rimettere in piazza Tre Martiri quella copia del bronzo donato a Rimini da Mussolini, sarebbe un'offesa al nome stesso del luogo e alla memoria dei partigiani cui è dedicato. E' questo in sintesi il pensiero dell'Anpi che ripercorre la vicenda anche dopo l’appello firmato da numerosi intellettuali e artisti.

"Da qualche giorno – spiega l’Associazione del Partigiani d’Italia – è tornato a gran voce nel dibattito pubblico cittadino la questione della collocazione della statua di Giulio Cesare in piazza Tre martiri, dove oggi è presente una copia. Periodicamente questo dibattito si riaccende e oggi siamo in un momento decisivo perché con la chiusura della omonima caserma la statua non può rimanere dove è rimasta negli ultimi 68 anni. Alcuni cittadini hanno sottoscritto un appello per far tornare l’originale della statua in piazza Tre Martiri".

L'Anpi evidenzia che Rimini "ha origini Romane e questo è parte della storia della nostra città. Per questo bene ha fatto l’assessore alla Cultura Piscaglia e l’Amministrazione comunale a decidere di collocare la statua all’interno del Lapidario proprio nella zona del Museo dedicata ai reperti dell’epoca romana. La collocazione al Lapidario la renderà fruibile in modo gratuito a tutti coloro che intendono ammirarla visto che si troverà nella zona del museo accessibile prima dell’entrata a pagamento. Per qualcuno potrà essere l’occasione anche per entrare nel Museo della Città per ammirare i tesori ivi custoditi".

“Il 10 giugno come sezione riminese dell’Anpi – ricordano – abbiamo presentato il libro Passi e ripassi sui luoghi della memoria della Resistenza di Rimini. Lo abbiamo fatto nella splendida cornice del Lapidario proprio dove andrà collocata la statua di Giulio Cesare. Parlare della collocazione all’interno del Lapidario come di esilio della statua non rende onore al nostro bellissimo museo e ci sorprende che lo faccia proprio chi si richiama ai valori culturali. Ma questa statua fu donata alla città di Rimini da Benito Mussolini. E’ forse questa la storia della statua che si vorrebbe ricordare ed onorare? Alla statua di Giulio Cesare qualcuno vuole dare un valore storico e politico legato a colui che la donò a Rimini. Per questo la nostra opposizione è forte e decisa".

E ancora: "Pochi giorni dopo la Liberazione di Rimini, il 9 ottobre del 1944, la Giunta Comunale cambiò il nome della piazza, fino ad allora chiamata Giulio Cesare, in piazza Tre Martiri per rendere onore ai tre giovani Partigiani Luigi Nicolò, Adelio Pagliarani e Mario Capelli che lì il 16 agosto erano stati impiccati. Piazza Tre Martiri è la piazza Antifascista. Piazza Tre Martiri è la piazza dei Tre giovani Partigiani. E’ in quella piazza che sorge il Monumento ai Caduti per la Libertà. E’ in quella piazza che ogni anno ANPI, Amministrazione Comunale, personalità politiche ed Istituzionale, cittadine e cittadini celebrano e ricordano il sacrificio dei Tre Martiri e di tutti i caduti nella lotta di Liberazione. Ricollocare in quella Piazza la statua di Giulio Cesare sarebbe un’offesa alla memoria del sacrificio dei Tre Martiri e di tutti coloro che hanno combattuto per la Democrazia e la Libertà. Qualsiasi tentativo di farlo ci troverà strenui oppositori".

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