Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

L'assessore regionale Mammi visita il comparto agroalimentare e porta una dote da 400 milioni per il settore

Presentata a Rimini la proposta di Piano regionale di sviluppo rurale per il biennio di transizione 2020-2021, “Anche il settore agricolo- ha ricordato Mammi- è stato colpito dalla pandemia, ma dopo questo anno e mezzo tragico e complesso si stanno creando tutte le condizioni per un’importante ripresa"

Più risorse ai giovani, sviluppo del biologico, competitività delle imprese e sostenibilità dell’agricoltura. Sono le priorità per il rilancio del settore agroalimentare delineate nella proposta di Piano regionale di sviluppo rurale per il biennio di transizione 2020-2021 ormai in dirittura d’arrivo, che metterà a disposizione del comparto circa 400 milioni di euro per il rafforzamento della competitività delle imprese, facendo leva soprattutto su qualità delle produzioni e innovazione. Temi affrontati dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nell’incontro che si è tenuto oggi a Rimini con i vertici delle associazioni agricole e agroalimentari del territorio per fare il punto della situazione, illustrare le strategie della Regione e raccogliere proposte e suggerimenti per la messa a fuoco delle linee di lavoro per il prossimo biennio. Presente alla riunione anche il direttore generale dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Valtiero Mazzotti.

“Anche il settore agricolo- ha ricordato Mammi- è stato colpito dalla pandemia, ma dopo questo anno e mezzo tragico e  complesso si stanno creando tutte le condizioni per un’importante ripresa. Nel nuovo scenario che si sta aprendo bisogna rimettere al centro il valore dell’agricoltura come fornitrice di prodotti genuini e di qualità. Stiamo costruendo il Psr di transizione con il coinvolgimento diretto delle associazioni agricole e questo ci permette di raccogliere i bisogni delle imprese sul territorio. Siamo a buon punto con la bozza del Piano, che può contare su una dotazione finanziaria di circa 400 milioni di euro. Metà delle risorse riguarderanno le misure per incentivare una maggiore sostenibilità delle produzioni agricole. Un’importante quota di finanziamenti sarà inoltre destinata al rafforzamento della competitività delle imprese e alla difesa delle produzioni dagli effetti negativi del cambiamento climatico che sono sotto gli occhi di tutti, come le fitopatie, le ondate di calore estivo e le gelate fuori stagione, che anche quest’anno hanno causato gravissimi danni alle produzioni frutticole”.  

A questo proposito Mammi ha ribadito che nei prossimi mesi sarà varato il nuovo bando per finanziare l’installazione di sistemi antibrina nelle aziende frutticole. Sarà inoltre presentato  un nuovo bando anche per incentivare la conversione delle imprese agricole al biologico, che proprio nel riminese è particolarmente diffuso e ha un potenziale di sviluppo importante. Per i giovani, l’impegno è di aumentare l’importo del premio di primo insediamento, e sostenere con risorse importanti le imprese guidate da giovani che puntano sull’innovazione. “Nei prossimi giorni- ha aggiunto Mammi- dovrebbe chiudersi l’accordo sulla riforma della Politica agricola comunitaria, sfumato per un soffio alla fine dello scorso mese di maggio.  Dopo la pandemia, l’Europa ha deciso di investire importanti risorse sull’agricoltura e, soprattutto, è stata accolta la richiesta tesa a ribadire la centralità del ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione degli interventi. Grandi opportunità si aprono poi con il Recovery Fund, che metterà sul piatto quasi 5 miliardi di euro a favore del comparto agricolo, con una forte attenzione su filiere, risorse idriche, logistica e sviluppo dell’economia circolare. L’Emilia-Romagna può avere le carte in regola per intercettare una quota significativa di queste risorse, se saremo in grado di presentare progetti innovativi e di ampio respiro strategico”.          

Ammontano complessivamente a 36,8 milioni di euro i finanziamenti regionali indirizzati al settore agroalimentare della Provincia di Rimini attraverso il Programma di sviluppo rurale 2014-2020, per un totale di oltre 46 milioni di euro di investimenti effettuati. Le imprese che hanno beneficiato dei contributi regionali sono state in totale 1.280 (oltre 6.360 le domande ammesse), di cui 1.027 ditte individuali, con una percentuale significativa di imprenditoria femminile (27%) e giovani (9%). La quota più significativa di risorse, pari a circa 16,7 milioni di euro, è andata a favore dei progetti legati alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente (migliore gestione e uso efficiente delle risorse idriche, energie rinnovabili, prevenzione dell’erosione dei suoli, riduzione emissioni gas serra, ecc.), di cui la gran parte, oltre 16 milioni di euro, sono stati concessi per promuovere l’agricoltura biologica e integrata e per la salvaguardia della biodiversità. Le domande finanziate sono state 5.823. Quasi 11,7 milioni di euro sono stati investiti dalla Regione per lo sviluppo del territorio, in particolare per rafforzare e qualificare la dotazione dei servizi alla popolazione e la diffusione della banda larga nelle aree svantaggiate di montagna, con 111 domande accolte.    

Infine, circa 8,4 milioni di euro di contributi sono stati erogati a sostegno dei progetti di sviluppo della competitività, per un volume complessivo di investimenti da parte delle imprese di circa 15,8 milioni di euro e 428 domande finanziate. In questo ambito, in particolare, le risorse regionali sono state utilizzate per incentivare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle imprese agricole, rafforzare le filiere agroalimentari e favorire il ricambio generazionale, con la nascita di 46 nuove aziende agricole guidate da giovani. 

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