Cronaca

L'Associazione salvataggi: "Non siamo un fastidioso costo, serve investire su sicurezza"

Lasciare il servizio di salvamento in spiaggia "nelle mani di aziende che perseguono il profitto attraverso il risparmio significa scegliere un futuro in cui ogni forma di progresso rischia di venire asservita ad interessi economici

Lasciare il servizio di salvamento in spiaggia "nelle mani di aziende che perseguono il profitto attraverso il risparmio significa scegliere un futuro in cui ogni forma di progresso rischia di venire asservita ad interessi economici". È il messaggio che lancia l'Associazione salvataggi della provincia di Rimini sottolineando che "serve un cambio di paradigma per sostenere la cultura della salvaguardia della vita in mare". Per cui "lavoriamo insieme per migliorare gli elementi vincenti dell'offerta balneare di Rimini e ricordiamoci che 'la sicurezza non ha nemici'". Dopo avere presentato nei giorni scorsi il report dell'attività nel 2020, l'associazione ribadisce la "pericolosa sproporzione tra la responsabilità e la difficoltà dei compiti a cui siamo chiamati ad adempiere e la colpevole negligenza della maggioranza dei datori di lavoro". Infatti "da anni mandano i propri salvataggi in torretta senza che questi abbiamo ricevuto da personale specializzato un corso di aggiornamento sulle tecniche di rianimazione" e senza "la possibilità di fare simulazioni, allenarsi, coordinarsi, provare, confrontarsi". Con "l'unico obiettivo di ridurre i pericoli per tutti". Ecco perchè "chi si occupa di gestire e innovare un settore così delicato deve essere un soggetto che possa vantare professionalità e competenze specifiche". E in primo luogo i marinai di salvataggio professionisti non vanno trattati come "un fastidioso costo da ridurre", bensi' "valorizzati come una risorsa su cui tutto il sistema turistico è chiamato ad investire". Dunque deve partire "un percorso in cui le istituzioni e la società civile difendono e promuovono la professionalità dei marinai di salvataggio". Su questa battaglia finora l'associazione è rimasta "sola- concludono i baywatch- non ha trovato appoggi nel mondo balneare, ma di contro ha visto apertamente osteggiate le proposte di miglioramento". Basti ricordare, prosegue, l'agguerrita resistenza opposta all'introduzione dei defibrillatori semiautomatici da parte di alcuni rappresentanti dei balneari.

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