L'Emilia-Romagna diventa zona arancione: scattano le nuove restrizioni

Aumentato il livello di contenimento anche per Friuli e Marche, arriva la stretta per gli spostamenti

Spostamenti consentiti solo all’interno del proprio comune di residenza, mentre sono vietati quelli verso altri comuni e quelli in entrata e uscita dalla regione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute, studio o necessità. Con la raccomandazione di evitare gli spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune. Chiusi i ristoranti e le altre attività di ristorazione (bar, pub, gelaterie, pasticcerie): per loro resta consentita la sola vendita da asporto, dalle 5 alle 22, mentre le consegne a domicilio non hanno limiti d’orario. Sono le nuove misure, in aggiunta a quelle già in vigore, che scatteranno in Emilia-Romagna da domenica e per almeno due settimane dopo l’ordinanza firmata venerdì dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede l’inserimento della regione in zona arancione, sulla base della valutazione dei parametri relativi al livello di rischio e allo scenario epidemico effettuata dal Comitato tecnico scientifico e dalla Cabina di regia nazionale.

L’Emilia-Romagna passa dunque da zona gialla, a rischio moderato, a zona arancione, a rischio elevato, nella quale si applicano misure più restrittive a tutela della salute pubblica e per frenare il contagio da Coronavirus. Si tratta di quella intermedia rispetto alla terza, la rossa (rischio massimo). Suddivisione decisa dal Governo con il Dpcm del 3 novembre scorso, che individua appunto tre aree di rischio, con l’attuazione di provvedimenti diversi a seconda delle singole fasce.

Resta valida l’ordinanza regionale adottata dal presidente Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che entra in vigore sabato. Contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive. Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da sabato bisognerà rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

"Zona arancione - ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini - significa che oltre alle misure che sono state condivise e adottate giovedì dal presidente Bonaccini, scatteranno altre misure di restrizione rese necessarie perchè l'andamento epidemiologico ha portato tante persone a essere ricoverate in ospedale nei reparti Covid. Entreremo in zona arancione da domenica. Per noi significa due disposizioni in più rispetto a quelle che entrano in vigore sabato tramite l'ordinanza regionale: comporta la chiusura di bar e ristoranti (a pranzo) per 7 giorni su 7, queste misure dureranno almeno due settimane, speriamo che poi la pressione sugli ospedali si alleggerisca in modo da non aggravare ulteriormente la nostra condizione e magari migliorarla. Poi sono vientati gli spostamenti tra regioni e comuni, consentiti solo per motivi di lavoro, studio, salute o estrema necessità. La situazione epidemiologica è seria, voglio però dire una cosa: oltre ai ristori previsti dal governo per le categorie più colpite da questi provvedimenti, che vanno tutelate, metteremo a disposizione anche nei prossimi giorni una proposta per finanziamenti e risorse regionali".

In aggiunta o modifica alle misure della zona gialla non sarà possibile spostarsi – in entrata e in uscita – dalla Regione se non per i soliti motivi di lavoro, sanità e urgenza. Consentiti anche gli spostamenti necessari per la didattica a distanza. Possibile il rientro al proprio domicilio o residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune se non per ragioni di lavoro, studio, sanità e urgenza. O per servizi aperti e non disponibili nel proprio comune. Restano chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie ad esclusione di mense e catering anche a pranzo 7 giorni su 7.

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