Cronaca

L'imprenditore Gianni Celli rinviato a giudizio per bancarotta

L'ex editore del La Voce di Romagna accusato di aver fatto sparire 1,2 milioni nel fallimento della cooperativa "La mia terra"

Il gip del Tribunale di Rimini ha accolto la richiesta del pubblico ministero Luca Bertuzzi e ha rinviato a giudizio l'ex editore de La Voce di Romagna Gianni Celli per il fallimento della cooperativa "La mia terra", di cui l'imprenditore era amministratore unico, dalla quale sarebbero stati distratti soldi e beni per 1,2 milioni di euro. Il 76enne verucchiese era già finito nei guai nel 2016 quando, in seguito all'inchiesta "Undertone" della Guardia di Finanza, era stato arrestato per il fallimento della società editrice del quotidiano riminese e, a cascata, delle altre società a lui riconducibili. Questo rinvio a giudizio rappresenta, invece, una costola di quell'indagine dove gli viene contestata la movimentazione del denaro senza che le somme venissero registrate correttamente nei libri contabili. Un vorticoso giro di soldi al termine del quale, appunto, secondo la Guardia di Finanza verrebbero a mancare 1,2 milioni di euro. Per questo filone Celli sarà a processo a febbraio del 2021 ma, nel frattempo, l'imprenditore dovrà affrontare una nuova richiesta di rinvio a giudizio per il filone principale dell'inchiesta che riguarda il fallimento della società editrice da lui guidata. In questo caso il 76enne è accusato di aver utilizzato i fondi per l'editoria, ricevuti dallo Stato, in altre attività a lui collegate.

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