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L'Unione Minatori della Valmarecchia ricorda i lavoratori del territorio morti in Belgio

Il luogo nel quale è stata deposta una corona è il Parco della memoria di Casteldelci dove una targa ricorda una delle vittime della tragedia di Marcinelle

Per non dimenticare il sacrificio di tanti lavoratori italiani morti durante il lavoro all’estero il direttivo dell’Unione Minatori Valmarecchia, in forma privata, ha posto sabato una corona in memoria della strage di minatori accaduta in Belgio nel 1956. Il Presidente Bruno Ronconi, anche egli ex-minatore afferma: "Nonostante questo difficile momento dovuto al coronavirus, nel rispettoso dovere civico della memoria per ricordare quel lontano 8 agosto 1956 quando al Bois du Cazier di Marcinelle, alle ore 8,11 del mattino, divampò un violento incendio che ha causato la morte di 262 minatori di cui 136 italiani. Il luogo nel quale è stata deposta una corona è il Parco della memoria di Casteldelci dove una targa ricorda una delle vittime di quel tragico evento. Antonio Gabrielli, per tutti Guglielmino che era partito da qui nel lontano 1952 per uno scopo di alto valore morale e civico,raccogliere fondi attraverso il lavoro nelle viscere delle miniere belghe per costruire una turbina elettrica in modo da portare la luce corrente nella frazione di
Fragheto del comune di Casteldelci.”

L’Unione Minatori Valmarecchia in occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo ha voluto apporre qui nel 2017 una targa che nel ricordo del sacrificio del minatore Antonio Guglielmino Gabrielli vuole rappresentare il dovuto riconoscimento a tutti i caduti italiani morti sul lavoro all’estero. L’alto Patrocinio ricevuto dalla Presidenza della Camera dei Deputati già nell’anno dell’inaugurazione, e rinnovato in tutti questi anni, è il giusto riconoscimento per questa importante opera di valorizzazione della memoria storica che l’Unione Minatori Valmarecchia custodisce dall’atto della sua costituzione. "In quella tragica catastrofe mineraria fra i 136 italiani perirono 3 minatori della nostra vallata: Antonio Gabrielli di Casteldelci, Bianconi Giovanni di Novafeltria e Molari Antonio di Sant’Agata Feltria oltre a Gallinucci Terzo di Mercato Saraceno".

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