La carica delle 6.000 Sardine riminesi lancia l'appello: "Rispettiamo le norme, serve responsabilità"

"Invitiamo la comunità ad un ultimo sforzo, al fine di poter permettere a tutti, e non solo ad alcuni, di ripartire e di rialzarsi"

Le sardine a Rimini (foto d'archivio)

La piazza le ha viste nascere, diventando il cuore delle loro proteste, ma nonostante la voglia di tornare a manifestare insieme il movimento "6.000 Sardine" di Rimini rivolge un appello ai cittadini perché diano dimostrazione di responsabilità nel rispetto del bene collettivo e della necessità di poter riprendere le attività.

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L’appello delle sardine riminesi

Il 9 marzo è iniziata quella che tutti ormai definiamo "reclusione" o meglio "quarantena". Con fiducia in quello che ci è stato detto dai medici, dalle istituzioni e dalle autorità, abbiamo messo da parte la voglia di uscire, di incontrare parenti e amici, di correre, di liberare la mente all’aria aperta e, con un po’ di fatica e sacrifico, siamo giunti al 4 maggio. Grazie all’impegno di ognuno di noi i contagi sono diminuiti e abbiamo potuto vedere un po’ di luce in questa situazione scura. Quindi, siamo arrivati ad oggi e, nell’interesse comune, ci è stato chiesto di spostarci coscienziosamente, di stare lontani, di indossare la mascherina nei luoghi pubblici e laddove non sia possibile garantire le distanze. Non ci è stato detto che possiamo uscire per incontrare amici, ritrovarci nei parchi o nelle piazze, creare assembramenti. Non si sono aperte le porte per tornare alla normalità, ora: si è iniziato un percorso per riuscire a raggiungere gradualmente uno stile di vita il più possibile vicino a quello che eravamo abituati ad avere prima del 9 marzo. Ci è stato chiesto il rispetto di poche e semplici regole, che abbiamo l’obbligo etico e sociale e sociale di seguire in nome di quei doveri di solidarietà che la nostra stessa Costituzione ci impone. Ad oggi, ci sono ancora contagi, ci sono ancora persone malate, molte persone non possono ancora uscire di casa e, magari, desidererebbero solo mettere il naso fuori dal loro cancello, niente di più. Noi sardine di Rimini, allora, rivolgiamo un appello all’intera cittadinanza affinché ponga in essere un atteggiamento responsabile volto al rispetto delle norme e non ad una libera interpretazione delle stesse. Riteniamo che una condotta coscienziosa sia un dovere che dobbiamo pretendere sì dagli altri ma che dobbiamo porre in essere, in primis, noi stessi, per poter tutelare al massimo il bene primario della salute individuale e collettiva. Invitiamo a riflettere sul fatto che la nostra condotta di oggi getta le basi per le decisioni future e la comunità locale ha bisogno di riprendere al più presto le proprie attività non potendo permettersi di attraversare un altro periodo di lockdown. Chiediamo di pensare a tutte le attività che ancora sono bloccate e la cui apertura è condizionata all’andamento della situazione sanitaria. Invitiamo allora la comunità ad un ultimo sforzo, al fine di poter permettere a tutti, e non solo ad alcuni, di ripartire e di rialzarsi.
 

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