Cronaca

La Casa della Salute di Santarcangelo festeggia il suo primo compleanno

Il bilancio dei questo primo anno di attività in una struttura innovativa che riunisce diversi servizi per i pazienti

E’ stata aperta il 3 novembre 2014, e quindi ha da poco festeggiato il primo “compleanno”, la Casa della salute di Santarcangelo intitolata al compianto dottor Paolo Onofri. E ad essere soddisfatti per quanto accaduto in questo primo anno di attività sono sia i medici di famiglia che hanno “spostato” i loro ambulatori nella Casa, sia – come loro possono ben testimoniare – i pazienti. Diversi i punti di forza di questa esperienza, emersi già in questo primo anno, durante il quale sono in media 150 – 200 al giorno le persone che quotidianamente accedono per prestazioni di vario tipo. Accoglienza “ampia”, professionale e cortese.

La Casa della Salute “Paolo Onofri” di Santarcangelo è ora aperta “H10” come si dice in gergo. Vale a dire dieci ore al giorno, dalle 9 alle 19. In quel lasso di tempo c’è sempre un medico disponibile, il quale, attraverso la cartella clinica informatizzata, è nelle condizioni di dare risposte anche a pazienti degli altri colleghi. La confortevolezza della struttura è completata dalla presenza di due segretarie (in turno) che facilitano l’acceso dei pazienti e che disbrigano buona parte delle pratiche amministrative aumentando così la disponibilità di momenti strettamente legati all’attività clinica e facendo risparmiare tempo ai pazienti. Sede in ospedale e stretti rapporti coi professionisti ospedalieri Con tutta probabilità il principale punto di forza di questa esperienza è la strettissima integrazione e collaborazione con i servizi ospedalieri. Come noto infatti, la Casa della Salute “Paolo Onofri” è situata in un’apposita ala dell’edificio dell’Ospedale “Franchini”, che contiene vari servizi distrettuali.

Ed essendo fisicamente dentro l’ospedale, rende più immediato il contatto dei medici coi colleghi ospedalieri, nell’ottica di una presa in carico a tutto tondo e integrata dei pazienti. Un’esperienza al momento quasi unica (si sta analogamente avviando a Novafeltria) e che favorisce l’appropriatezza delle cure. La collaborazione è attiva con tutti i servizi ma, per le attività a questi connaturate, è più stretta col Punto di Pronto Intervento coordinato dal dottor Gianluigi Cerchione e con la Medicina e Lungodegenza diretta dal dottor Giorgio Ioli. Capita, raccontano i medici di famiglia, di accompagnare il paziente fisicamente presso il servizio, e questi si sente più “protetto”.

Al contrario, i medici ospedalieri sanno di avere un contatto diretto coi colleghi del territorio, e questo rende più semplici ed efficaci le dimissioni e la prosecuzione delle cure a domicilio, specie quando queste contemplano anche l’assistenza domiciliare vera e propria. Per non parlare della comodità di avere, una volta usciti dall’ambulatorio del proprio medico con un’impegnativa in mano, lo sportello Cup letteralmente a pochi passi. Professionisti di diverse discipline A completare il quadro dell’offerta di salute della struttura santarcangiolese, la presenza presso la Casa di un pediatra, il dottor Sciarra; la consulenza con lo psichiatra dottor Bandieri, per i casi “di confine” in cui il medico di famiglia, pur non ritenendo appropriato un invio al Centro di Salute Mentale, ha bisogno di un sostegno (Progetto Leggieri); la stretta collaborazione con la dottoressa Pecci dell’Assistenza domiciliare; l’attivazione di un ambulatorio infermieristico, gestito da Daniele Pironi, per medicazioni (anche complicate), flebo, terapia iniettiva.

E’ stato di recente completato, anche a Santarcangelo, lo screening del piede diabetico nei pazienti affetti da questa patologia, e a rischio, segnalati dai medici di famiglia e che ha consentito di effettuare una diagnosi precoce rispetto alle complicanze di questo sintomo della malattia, che può avere effetti anche gravi sul paziente. Si sta avviando inoltre un simile screening, legato alla prevenzione dello scompenso cardiaco per pazienti a rischio dal punto di vista dell’età e delle condizioni cliniche. La formazione e il confronto Il lavoro insieme nella medesima sede dei medici di famiglia, alcuni dei quali prima  avevano ambulatori singoli, rende naturale e spontaneo un processo di “formazione reciproca e aggiornamento” che si sostanzia nel confronto tra i singoli casi, e che porta ad accrescere l’appropriatezza degli approcci e, per il paziente, ad una vera e propria “second opinion” già nell’ambulatorio del medico di famiglia. Presa in carico integrata anche dal punto di vista sociale La presa in carico integrata del paziente è aiutata anche dalla collaborazione, dei medici, con l’assistente sociale Neri, che coordina l’attività socio-sanitaria nel comprensorio di Santarcangelo e Poggio Torriana.

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