La crisi colpisce i lavoratori riminesi: forte calo di assunzioni e avviamento lavorativo

Nel corso del 2013 i rapporti alle dipendenze conclusi superano nettamente quelli iniziati (+ 1.564 unità) e la contrazione nella domanda di lavoro risulta addirittura superiore a quella registrata all‟inizio della crisi (- 8,2% di avviamenti nel 2009)

L‟anno appena terminato è stato particolarmente critico per l‟occupazione in provincia di Rimini come dimostrano la forte diminuzione sia degli avviamenti (- 12,5% rispetto al 2012) che delle persone assunte (- 9,4%). Nel corso del 2013 i rapporti alle dipendenze conclusi superano nettamente quelli iniziati (+ 1.564 unità) e la contrazione nella domanda di lavoro risulta addirittura superiore a quella registrata all‟inizio della crisi (- 8,2% di avviamenti nel 2009). Praticamente solo un‟assunzione su cinque riesce a protrarsi almeno sino alla fine dell‟anno, testimoniando quella frammentazione dei contratti alle dipendenze che contraddistingue il mercato del lavoro locale. Si conferma, inoltre, una notevole flessibilizzazione in fase di ingresso, dal momento che meno di 5 avviamenti su 100 vengono formalmente regolati con un contratto a tempo pieno e indeterminato. Tra le forme contrattuali atipiche sale l‟incidenza dei rapporti dipendenti a termine e del part time, mentre diminuisce significativamente il peso del lavoro intermittente dopo quattro anni di crescita continua. Ad eccezione delle attività agricole, ittiche ed estrattive, tutti i principali settori economici conoscono sia un significativo calo delle assunzioni rispetto al 2012, sia un saldo negativo fra avviamenti e cessazioni. Il calo in questione sul territorio provinciale appare consistente anche per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (- 13,6%) che, tuttavia, continuano a realizzare la metà dei rapporti alle dipendenze comunicati ogni anno. Il settore ricettivo-ristorativo subisce evidentemente le conseguenze di una rilevante contrazione delle presenze turistiche che ha coinvolto la Riviera durante il 2013. La recessione economica modifica la composizione dei nuovi rapporti lavorativi diminuendo la quota delle professioni qualificate nei servizi a vantaggio dei profili generici, all‟interno dei quali prevalgono le donne e, soprattutto, gli immigrati stranieri. Infine, nel 2013 la riduzione delle persone assunte appare trasversale rispetto al genere, alla nazionalità, al luogo di residenza e alle coorti anagrafiche, così che il profilo socio-demografico degli avviati non si modifica in modo rilevante rispetto al 2012.

Il primo trimestre 2014 - Le nuove assunzioni registrate in provincia di Rimini nel primo trimestre 2014 sono 17.069. Si tratta di tutti i rapporti di lavoro dipendente attivati nei mesi di gennaio, febbraio e marzo da aziende private ed enti pubblici, aventi sede legale o unità locale sul territorio riminese2. A tale proposito la tabella 1 presenta insieme al dato degli avviamenti anche quello sugli avviati, consentendo una comparazione con lo stesso periodo dellanno precedente. Se il 2013 si è chiuso con un bilancio particolarmente negativo per l‟occupazione provinciale, l‟inizio del 2014 non sembra mostrare un‟inversione di tendenza nel mercato del lavoro locale. Le assunzioni, infatti, diminuiscono di 3.140 unità rispetto alle 20.209 del primo trimestre 2013, corrispondenti ad un calo percentuale del 15,5%. Ancor più consistente in termini relativi è la riduzione degli avviati, cioè di coloro che nell‟intervallo di tempo considerato hanno avuto almeno un rapporto alle dipendenze sul territorio provinciale, il cui numero scende di oltre 3 mila unità, passando dalle 16.270 del 2013 alle 13.217 del 2014, con una contrazione vicina al 19%. In un sistema produttivo centrato sull‟industria turistica, tuttavia, i dati relativi al primo trimestre sono condizionati dalla collocazione temporale della Pasqua, che incide sulla tempistica degli avviamenti nel settore ricettivo-ristorativo. Tale ricorrenza coincide generalmente con l‟apertura di molte strutture ricettive stagionali e la conseguente assunzione del personale necessario che si concentra nei giorni precedenti l‟evento. Non è quindi irrilevante il fatto che nell‟anno in corso le festività pasquali cadano dopo la metà di aprile, contrariamente a quanto avvenuto nel 2013, quando esse hanno avuto inizio alla fine di marzo. Peraltro, confrontando i dati del primo trimestre 2014 con quelli del 2011 (17.686), che vide la stessa concomitanza di una Pasqua „alta‟ (24 aprile), si registra comunque una variazione negativa degli avviamenti (- 3,5%), sebbene molto più contenuta. In un quadro generale non positivo va sottolineato come la diminuzione dei lavoratori assunti sia maggiore in termini relativi a quella delle assunzioni, poiché tale scostamento può essere l‟indicatore di una situazione in cui non solo meno persone accedono ad un‟occupazione dipendente, ma la durata dei rapporti a termine tende a ridursi, accrescendo la frammentazione delle esperienze professionali.

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