Cronaca

La curva epidemica torna a puntare verso il basso ma il riminese continua ad avere numeri critici

Si alza il livello dell'emergenza per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto negli ospedali con un incremento del 32% rispetto alla settimana precedente

L'Ausl Romagan ha diffuso il bolletitno coi dati dell'ultima settimana sull'andamento del Coronavirus nel suo territorio dal quale emerge una tendenza verso al basso della curve epidemica per quanto riguarda la provincia di Rimini che, comunqie, mantiene un preoccupante primato per nuovi casi sul territorio. Nel periodo dal 16 al 22 agosto, che prende in considerazione i casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo, si sono registrate 1.177 positività (4,9%) su un totale di 23.845 tamponi. Si registra una riduzione dei nuovi casi in termini assoluti (-54) anche se la provincia di Forlì-Cesena ha avuto una leggera tendenza al rialzo. Rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID, che ci pone nel livello verde 2, ossia un livello di occupazione dei posti letto in malattie infettive maggiore del 70%. L'analisi della situazione nella provincia di Rimini vede un calo delle nuove positività che si attestano a 545 (erano 658 nella settimana precedente), col distretto di riccione che contina ad avere il maggior numero di casi. Per quanto riguarda l'ospedalizzazione dei malati, l'aumento è significativo: 32%. Nel dettaglio sono 82 le persone ricoverate nei reparti Covid e 12 in terapia intensiva. Nell'arco del periodo analizzato i decessi in Romagna sono stati 3 di cui, 2, nella provincia di Rimini.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, i dati del riminese indicano che ad aver completato il ciclo per la copertura è il 58% della popolazione e, nel dettaglio, il 92% degli over 80, dell'83% per la fascia 70-79, del 75% per la fascia 60-69, del 63% per la fascia 50-59, del 48% per la fascia 40-49, del 39% per la fascia 30-39, del 37% per la fascia 20-29 e del 24% per la fascia 12-19.

“Anche nella settimana presa a riferimento - commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna - si conferma una costante circolazione del virus a cui fa da contraltare, mitigandone gli effetti , la massiccia campagna vaccinale svolta in questi mesi dall’Azienda. La vera prova provata che certifica, ancora una volta, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che l’unica arma che abbiamo in possesso per liberarci dal Covid resta solo il vaccino, oltre ovviamente alle consuete  misure di precauzione da adottare. Gli sforzi compiuti in questi mesi, anche nel periodo estivo, attraverso le unità mobili in riviera, per cercare di raggiungere e sensibilizzare la popolazione all’importanza della vaccinazione, hanno prodotto importanti risultati. Ma ancora non basta. Occorre che la popolazione ancora non vaccinata, non perda altro tempo e aderisca tempestivamente. Non possiamo permetterci che la ripresa delle attività lavorative e della scuola siano segnate da una recrudescenza significativa del virus, che impedirebbe ancora a tutti un ritorno ad una normale qualità della vita. Per questo ci rivolgiamo alle persone che ancora sono indecise e che sperano che le cose possano risolversi, a prescindere dal vaccino. Non vi sono altre strade purtroppo e le scelte individuali, in questo caso, ricadono sull’intera collettività”.
 

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