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La disperazione dei commercianti: "Fateci Aprire Ora... o non riapriremo mai più”

Le associazioni di categoria di Santarcangelo lanciano l'allarme: “Stiamo affrontando un lockdown molto anomalo che permette ad alcune attività di stare aperte e ad altre no, lasciando molte perplessità"

È un messaggio forte quello che le delegazioni territoriali delle Associazioni di categoria Confesercenti, CNA, Confartigianato, Confcommercio insieme all'associazione Città Viva lanciano alle istituzioni, che rappresentano gran parte del tessuto economico delle imprese di Santarcangelo, lanciano alle istituzioni: “Fateci Aprire Ora... o non riapriremo mai più”. “Stiamo affrontando un lockdown molto anomalo - scrivono le associazioni - che permette ad alcune attività di stare aperte e ad altre no, lasciando molte perplessità. Mentre le auto circolano e le persone passeggiano, le serrande rimangono chiuse e interi settori registrano cali di fatturato enormi, alcuni nel 2020 arrivati oltre il 45%. Nel 2021 il trend negativo prosegue e nel settore moda, per fare un esempio, non si è potuto contare nemmeno sulla boccata di ossigeno dei saldi invernali come accaduto l’anno scorso, perché quest’anno sono stati fortemente compromessi dal sistema delle zone colorate che non ha permesso ai clienti fuori comune di spostarsi per fare acquisti. A tutto questo aggiungiamo i costi di gestione delle attività che non sono diminuiti e i sostegni promessi che risultano tardivi e largamente insufficienti”.

Ricordano ancora le Associazioni: “Il commercio, l’artigianato di servizio di Santarcangelo dà lavoro a più di mille persone, oltre al forte indotto generato, il che lo colloca come prima azienda del territorio. Se non riapriamo presto le serrande, ovviamente rispettando tutti le norme e i protocolli di sicurezza, si andrà a compromettere irrimediabilmente il tessuto sociale stesso della città e queste ‘aziende-patrimonio’ rischiano di esserne danneggiata per sempre. Parliamo di generazioni di commercianti, botteghe storiche, pubblici esercizi, gelaterie, piadinerie, gastronomie, parrucchieri, estetisti, tutto il tessuto socioeconomico formato da micro e piccole imprese, da famiglie che hanno costruito la storia del paese e che ora rischiano di non poter riaprire più la propria attività. Il nostro centro commerciale naturale, di grande qualità e in una splendida cornice storica, è un patrimonio che non deve essere disperso, perché arricchisce Santarcangelo in moltissimi modi: garantendo occupazione, versando importanti contributi alle casse pubbliche, animando il paese e alimentando l’attrattiva turistica”.

Infine, le associazioni congiuntamente concludono: “Comprendiamo perfettamente le misure di contenimento della pandemia ma, ad oltre un anno dall’inizio delle chiusure, chiediamo a chi ci governa quale Paese vuole ritrovare quando tutto questo sarà terminato. Vogliamo ritrovare un paese, anche se indebolito, pronto per ricostruire la normalità riacquistata, oppure vogliamo essere finalmente liberi ma costretti a camminare in una ‘città fantasma’ tappezzata di cartelli ‘vendesi’ o ‘affittasi’ su tristi vetrine abbassate per sempre?”.

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