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La disperazione dell'albergatore: "Oltre alla beffa dei ristori anche i danni dei ladri"

Domenico Berticci: "Le strutture chiuse sono una calamita per i malviventi, nel mio hotel si sono installati 4 sbandati che hanno mangiato, bevuto e rubato"

E' un grido d'allarme quello che Domenico Berticci, dell'hotel Villa Franco di Rimini, lancia dopo oltre 12 mesi di chiusura forzata per l'epidemia e che in aggiunta ai mancati incassi deve fare i conti con ladri e sbandati che si sono installati nella sua struttura ricettiva. "Il Covid ci ha messo in ginocchio - spiega l'imprenditore - dopo che avevamo fatto degli investimenti importanti per rinnovare l'albergo che gestisco da 10 anni e che ero intenzionato ad acquistare. A fronte di una serie di lavori di ristrutturazione, lo scorso anno abbiamo aperto solo per il mese di agosto con incassi irrisori a fronte delle spese sostenute. Sia lo Stato che la Regione ci hanno abbandonato: dei famosi ristori abbiamo visto appena 600 euro a marzo e altrettanti ad aprile dello scorso anno ed è impensabile poter vivere con questa cifra. Il settore alberghiero è stato completamente ignorato e, adesso, rischiamo il tracollo anche perchè alla beffa dei mancati aiuti sono arrivati anche i danni".

L'hotel di viale Leopardi, infatti, nei giorni scorsi è stato visitato da almeno 4 sbandati che dopo aver forzato una porta laterale si sono installati nella struttura ricettiva. "Gli hotel chiusi da così tanto tempo - prosegue Berticci - sono una vera e propria calamita per i malintenzionati. Che avevamo ospiti indesiderati ce ne siamo accorti solo nella mattinata di venerdì e abbiamo chiamato i carabinieri. I ladri, per entrare, si sono fatti anche male perchè abbiamo trovato delle tracce di sangue. Una volta dentro hanno forzato i cassetti, rovistato dappertutto e rubato il computer e alcune bici, per poi passare al bar e alla cucina dove hanno fatto piazza pulita delle scorte avanzate e fracassando quello che non gli interessava. Come se non bastasse, si sono poi installati in due camere facendo i loro comodi".

Sbandati che non hanno avuto nemmeno paura quando, nell'hotel, sono arrivati i carabinieri per il sopralluogo di rito. "Due sono riusciti a scappare - racconta l'albergatore - ma altri due si sono nascosti nell'armadio di una camera riuscendo a passare inosservati all'ispezione. Quando i militari dell'Arma se ne sono andati, ho chiuso nuovamente tutto e me ne sono andato. Solo al pomeriggio di venerdì, ripassando davanti all'albergo, mi sono reso conto che era ancora abitato e ho dato nuovamente l'allarme. In questo secondo raid mi hanno rubato delle altre biciclette e, poi, se ne sono andati definitivamente. Danni, beffe e ulteriori spese. Questo è quello che stiamo affrontando come albergatori e nessuno, dalla Regione allo Stato, sta pensando di aiutarci".

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