La Famija Arciunesa dona un ecografo all'ospedale "Ceccarini"

Dopo aver attivato una raccolta fondi denominata “Riccione contro il Coronavirus” è stato possibile acquistare l'apparecchiatura

La Famija Arciunesa è storicamente legata all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione, a favore del quale, nel corso degli anni, ha effettuato numerose donazioni e partecipato a molteplici raccolte fondi. E tale impegno e dedizione non potevano certo venire meno in un periodo difficile, per la sanità tutta, come quello dell’emergenza Covid 19. Nel momento in il personale era più in difficoltà l’associazione si è mossa per aiutare i reparti più esposti, con due linee d’indirizzo: dare un sostegno agli operatori “in campo” con la donazione di dispositivi di protezione individuale, perché sono solo le persone che curano le persone, e gli operatori andavano (e vanno) dunque appositamente difesi; aiutare direttamente i pazienti attraverso la donazione di apparecchiature per la diagnosi, cura ed assistenza dei pazienti.

Famija Arciunesa ha dunque attivato una raccolta fondi denominata “Riccione contro il Coronavirus”, attraverso una piattaforma di fundraising, “GoFundMe”, grazie alla quale ha raccolto, in poche settimane, circa novantamila euro. In tanti hanno partecipato, donando generosamente quanto era nelle loro possibilità: più di 800 persone ha risposto all’appello. Ad accomunare tutti questi donatori, un profondo senso di attaccamento al “Ceccarini” e la gratitudine verso il personale medico e infermieristico che vi opera. Questa mattina, nel giardino esterno dell’Ospedale Ceccarini di Riccione, alla presenza del presidente dell’associazione Francesco Cesarini, dei vertici associativi e dei rappresentanti dei molti donatori, del direttore medico dell’Ospedale Bianca Caruso, del direttore del Pronto soccorso – Mecidina d’Urgenza Mauro Fallani, della Responsabile dell’Anestesia Rianimazione di Riccione Antonella Pompili e della responsabile aziendale del Fundraising Elisabette Montesi.

Mano a mano che i fondi venivano liquidati, Famija Arciunesa ha iniziato a procedere con le donazioni perché, soprattutto i dispositivi di protezione individuale, erano molto urgenti. Le prime ad arrivare al personale del “Ceccarini” e in particolare a coloro che lavoravano nel Covid Hospital che vi era stato attivato, sono state mille tute Du Pont “Classic Expert” del valore di 6.466 euro. Quindi due ventilatori polmonari Evita V600 – Drager, del valore di 43.920 euro, un ecografo Donosite SII con due sonde, software rilevazione ago Steep Needle Profiling e carrello, del valore di circa 25.620 euro, ed un V-Scan Extended del valore di 6.222 euro.

“La donazione della Famija Arciunesa ci ha consentito da un lato di lavorare in situazione di maggiore sicurezza, anche psicologica – commenta il dottor Mauro Fallani, direttore del Pronto Soccorso – Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Riccione – e questo è stato importante sia per noi, sia per dare un servizio migliore ai pazienti. Quindi le apparecchiature, che hanno aumentato la nostra forza diagnostica e la possibilità di dare assistenza adeguata ai pazienti più gravi”. “Episodi come questo ci fanno sentire la grande vicinanza della cittadinanza riccionese al proprio ospedale” ha aggiunto la dottoressa Pompili. “Anche a nome della Direzione Aziendale voglio rivolgere un autentico e importante ringraziamento alla Famija Arciunesa – dice la dottoressa Bianca Caruso, direttore medico del presidio ospedaliero di Riccione – Cattolica -: la vicinanza della società civile è sempre importante per una struttura sanitaria, e lo è stato tanto più nei momenti terribili dell’emergenza coronavirus”.

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“Nessuno può fischiettare una sinfonia, ci vuole un'intera orchestra per riprodurla: non si tratta della raccolta di Famija Arciunesa ma del territorio, di cittadini e di decine di associazioni che si sono in quei giorni di lockdown ritrovate fisicamente isolate, ma forse come mai così vicine - ha dichiarato il presidente dell’associazione Francesco Cesarini. - Ed oggi eravamo tutti idealmente insieme al Ceccarini per donare quell’ecografo, così importante tanto da essere disponibile solo per un veloce scatto perché utilizzato in sala operatoria. Siamo arrivati a raccogliere oltre 100 mila euro grazie anche e soprattutto al gesto di altruismo di tanti semplici cittadini, imprenditori, bagnini, albergatori, lavoratori, pensionati, studenti, alunni, genitori, una lista lunghissima, trasversale e composita, un elenco di centinaia di persone al quale va il nostro grazie infinito. Ed ognuno ha partecipato con il proprio modo di fare, di essere e sentire: chi in punta di piedi, chi in modo anonimo, chi mettendoci la faccia per fare da traino a quella che è stata una raccolta nata in modo spontaneo dal basso, cresciuta con quelle dannate sirene che ululavano e con la profonda consapevolezza di come si sia fortunati a vivere da queste parti.  Ai medici, gli infermieri e tutto il personale del Ceccarini un immenso grazie per quanto hanno fatto con il loro lavoro con straordinaria dedizione e capacità ma anche perché hanno capito da subito cosa stavamo facendo, quali fossero i nostri obiettivi comuni e per come ci hanno immediatamente sostenuto nella raccolta. Insieme a loro abbiamo condiviso ogni passo ed ogni scelta, soprattutto quelle inerente ai macchinari da acquistare. Oggi è stata per noi una giornata indimenticabile, grazie a tutti di cuore”.

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