La lezione di Simona Atzori a San Patrignano: "I limiti esistono per essere superati"

"Probabilmente le stesse emozioni incredibili che ho provato io danzando – ha raccontato Simona - Appena spenta la luce e partita la musica ho sentito un’energia incredibile"

Standing ovation e applausi senza fine domenica sera all’auditorium di San Patrignano per Simona Atzori. Assieme ai ballerini della Scala di Milano Marco Messina e Salvatore Perdichizzi e alla ballerina Beatrice Mazzola, della Simonarte Dance Company, Simona, ballerina priva degli arti superiori, ha letteralmente incantato la platea, regalando emozioni senza fine. «Probabilmente le stesse emozioni incredibili che ho provato io danzando – ha raccontato Simona -.  Appena spenta la luce e partita la musica ho sentito un’energia incredibile. E’ stato come ballare con tutti i ragazzi, qualcosa di inaspettato per i loro, ma di inaspettato anche per me. Volevo lasciarmi sorprendere da Sanpa e Sanpa c’è riuscita».

Incredibile vedere i 1300 ragazzi che mai avevano assistito ad uno spettacolo di danza, assistere con quella attenzione: «Spesso mi domando cosa gli importerà della danza a tanti dei miei spettatori. Ma la realtà è che la danza è solo un veicolo per raccontare emozioni. Lo facciamo attraverso i nostri corpi. Si percepisce il bene che ci vogliamo. La gioia di fare questa cosa assieme, anche quando raccontiamo qualcosa di difficile, credo che arrivi. Il linguaggio del corpo si aggrappa quello dell’anima. E’ una conferma per me di continuare a credere in quello che faccio e di aver voglia di incontrare più anime e più mondi e più sorrisi possibili».

Dopo lo spettacolo di ieri sera, questa mattina, l’intero ensemble di danza si è fermato a San Patrignano per visitare la comunità: «E’ favolosa. Conoscevo San Patrignano, ma entrare qui è qualcosa che non immaginavo. Una realtà che è una famiglia davvero grande, reale e concreta. Ho sentito amore, tanta unione e tanta voglia di vivere ed è incredibile. Mi dicono che io trasmetto voglia di vivere, ma questo posto me ne sta dando tanta. Tornerò a casa più ricca e felice di sapere che esistono posti così».

Simona è stata senza dubbio uno stimolo per tanti ragazzi che stanno affrontando il percorso in comunità, che hanno trovato nuova forza vedendola sul palco: «Mi piace quando ciò che faccio dà qualcosa a qualcuno. Ognuno è libero di vedere gli altri come desidera perché tutti noi abbiamo bisogno di prendere quello che gli altri possono essere per noi. Oltre la danza, la pittura, la scrittura, mi piace incontrare le persone. La cosa che mi da più gioia è l’incontro con tante anime, con tanti mondi, con i  problemi, con le difficoltà, ma anche con quei sorrisi che a volte dicono molto di più».

Dopo lo spettacolo, per Simona un momento di confronto con i ragazzi della Comunità, condotto da Oscar di Montigny, deus ex machina di questo incontro. E’ in questo momento che ha raccontato della fatica fatta da bambina, quando con la sua famiglia doveva andare contro quelle persone che in lei vedevano solo dei limiti fisici: «Per me limite è qualcosa da superare. Se non avessi capito subito che le mie gambe e i miei piedi potevano e dovevano diventare le mie mani e le mie braccia, quello sarebbe stato un limite che mi avrebbe impedito di vivere. Quindi ho imparato che limite è una sfida, voglia di vedere che cosa c’è dopo. A volte poi può rimanere un ostacolo. Ho capito che ci sono cose che non si possono fare, altre che non si possono fare ma che si deve provare a fare e altre che si fanno in altri modi. Io sto imparando a scoprire ancora tutti gli altri modi in cui si possono fare».

Una visita ed uno spettacolo che Simona ha sempre affrontato con il sorriso sulle labbra: «Il sorriso è il mio biglietto da visita. Prima di essere ballerina, pittrice e scrittrice, io sorrido. Mi piace dare quel senso di serenità anche quando dentro non lo si è davvero. Il sorriso è un modo per percorrere un cammino che mi porterà a scoprire tante cose».

Nella vita di Simona fondamentale l’aiuto dei suoi genitori. Un aiuto simile a quello che Sanpa propone ai suoi ospiti: «Questo posto ti dice che tu vali, che sei una persona, che hai diritto di scoprire tante altre cose che magari fino a quel momento della tua vita non ti era stato permesso o che tu stesso non sei riuscito a scoprire. Credo che sia fondamentale, ma che tanto deve venire anche da noi. Tante volte aspettiamo che siano gli altri a dirci ciò che è giusto o sbagliato. Invece sto scoprendo che tanto è nelle nostre mani, quindi tante volte siamo noi stessi che dobbiamo dire che ce la possiamo fare. Detto questo però credo che San Patriganno lo insegni in una maniera straordinaria».

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