Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Riccione

La Polisportiva di Riccione ribatte al Comune e rispedisce al mittente le accuse

"Da parte del Comune non c’è stata alcuna apertura alla rinegoziazione"

E' un botta e risposta a colpi di accuse. Dopo l'intervento del Comune di Riccione la Polisportiva risponde alle nuove stoccate e rispedisce le accuse al mittente. Il consiglio direttivo spiega che nella lettera inviata al Comune veniva chiesto, a causa degli effetti del covid, "di procedere alla revisione delle condizioni economico finanziarie originariamente pattuite al fine di riequilibrare i termini della Convenzione".

"Un iter che la legge ha previsto appositamente per favorire l’adeguamento delle concessioni degli impianti sportivi alle mutate condizioni economico/sanitarie e che, a quanto ci consta, i Comuni italiani hanno sempre avvallato. Tutti tranne quello di Riccione", scrive la Polisportiva che dice di avere invitato il Comune a "un tavolo congiunto al fine di integrare l’attuale contributo annuale, negoziare l’approntamento di un piano di gestione – attualmente mancante – e ridefinire i progetti a favore di scuola, terza età e handicap ai fini di un’implementazione degli stessi. È chiaro a tutti che queste categorie, durante la pandemia, abbiano sofferto più di altre la mancanza di ambiti insostituibili per la cura del corpo, per la socialità e per la pratica sportiva".

La Polisportiva ha ricordato "al Comune di Riccione e al suo sindaco – il quale oramai da mesi sta ingerendosi nella gestione delle attività sociali, portando avanti una battaglia singolare che pare del tutto disallineata dall’interesse pubblico – quale potrebbe essere il “costo” per la collettività di quest’inspiegabile campagna contro la Polisportiva". 

"Da parte del Comune – prosegue la Polisportiva – non c’è stata alcuna apertura alla rinegoziazione. Anzi, ha risposto che l’unica alternativa per la Polisportiva è quella di recedere dalla Convenzione. Il senso è quello del vecchio adagio “mangiare sta minestra o saltare dalla finestra”. Inoltre, il consiglio direttivo afferma che "questa presa di posizione da un lato dimostra che pure il Sindaco s’è alla fine reso conto della insostenibilità delle iniziali contestazioni ed è stato costretto a fare marcia indietro sulla velleitaria e infondata pretesa di risolvere la convenzione per inadempimento della Convenzione; dall’altro lato però chiude ogni possibilità di dialogo e lascia la Polisportiva da sola alle prese con le proprie difficoltà".

Chiosa il consiglio direttivo: "Ne prendiamo atto, seppur con rammarico, ma non siamo politici: siamo uomini e donne di Sport, abituati a faticare per raggiungere gli obbiettivi e a fare esclusivo affidamento sulle nostre forze. La Polisportiva supererà pertanto anche questa delicata fase, con o senza l’appoggio del Comune".

Nella lettera inviata al comune dagli avvocati viene chiarito che, in base alla convenzione, anche in caso di recesso "la Polisportiva avrà diritto a restare nel possesso dell’impianto e di riscuotere i proventi della relativa gestione fino al pagamento dell’indennità", che è appunto di 2,5 milioni, il costo di cui parla nel suo affondo il Comune di Riccione.

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