La pozione d'amore da 63mila euro è un flop, a processo il "mago Amedeo"

Le vittime si erano rivolte al sedicente stregone dopo aver visto la sua pubblicità su una rivista popolare

Sono a processo, con l'accusa di truffa aggravata, il sedicente "mago Amedeo", la sua compagna e il padre di lui per aver raggirato una signora con un filtro d'amore costato 63mila euro. Tanto ha sborsato la vittima, nel corso degli anni, dopo aver visto la pubblicità dello stregone ed essersi rivolta a lui per una questione sentimentale. A contattare il "mago Amedeo" era stata l'anziana madre di una signora residente in provincia di Varese dopo che, la figlia, era stata lasciata dal compagno. Nella mattinata di giovedì, davanti al giudice monocratico del tribunale di Rimini, le due donne hanno ricostruito la vicenda. Dopo che la figlia era stata mollata dal fidanzato, questa era precipitata in una profonda depressione e la madre, preoccupata per il suo deperire progressivo, era stata attirata dalla pubblicità del mago su una rivista popolare e lo aveva contattato. L'obiettivo era quello di costringere l’ex fidanzato a tornare dalla ragazza e, dall'altro capo del telefono, le sarebbe stata assicurata la riuscita del filtro previo, ovviamente, un cospicuo pagamento al "mago".

E' stato a questo punto che la donna è finita nel vortice che, di magico, ha ben poco e senza aver mai visto di persona il "mago Amedeo" ha iniziato a pagare le cifre richieste per realizzare il filtro che avrebbe riportato insieme i due ex. Ogni volta che il mago compie una fattura, fatte con bamboline che riproducono le fattezze dei due ex fidanzati, ha raccontato la donna, erano migliaia di euro da inviare allo stregone tramite bonifici, vaglia o anche, come in un’occasione, 20mila euro in contanti spediti con un corriere in una busta. A forza di pagamenti, tuttavia, la donna sarebbe rimasta a secco di contanti con la pozione che, alla fine, è arrivata a costare 63mila euro senza che, ovviamente, avesse portato a termine i benefici. E' stato a questo punto che la vittima ha cercato di interrompere il legame ma, secondo il suo racconto, il mago era arrivato a minacciarla con una "fattura di morte". Solo in questo caso la vittima si era decisa di rivolgersi ai carabinieri per raccontare l'intera vicenda.

L'indagine, dalla provincia di Varese, era così approdata a Rimini dal momento che gli indagati risiedono in un  paese della Valcolca. La Procura affidagli accertamenti alle Fiamme Gialle coi Finanzieri che sono riusciti a risalire al "mago Amedeo", alla sua compagna e al padre di lui ai quali i militari della Guardia di Finanza avevano anche sequestrato i conti correnti che, però, erano privi di fondi o in rosso. Il "mago Amedeo", inoltre, era già finito in guai analoghi tanto che, nel 2011, venne arrestato su mandato della Procura della Repubblica di Mondovì per aver fatto sborsare 80mila euro a un uomo sempre con la scusa di un filtro d'amore. Dalle indagini svolte allora dalla Guardia di Finanza era emerso che tra il 2008 e il 2011 il mago,  già noto per per truffa, utilizzando ulteriori alias, quali “professor Edoardo Belli”, “maestro Filippo” e “Otello”, aveva raggirato numerose altre persone residenti in diverse regioni d’Italia, le quali, identificate e interrogate dai Finanzieri, avevano fornito importanti elementi di prova a carico del truffatore. In totale, gli incassi ottenuti dal mago con la sua attività “paranormale”, secondo gli inquirenti ammontavano a 700mila euro, circa. Intanto, a Rimini, il processo è stato aggiornato al prossimo giugno quando, a salire sul banco dei testimoni, sarà lo stesso mago e i suoi congiunti.

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