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La Provincia di Rimini aderisce alle iniziative in celebrazione del 21 marzo

Da 18 anni, il 21 Marzo non è più solo l'inizio della primavera, ma anche Giornata della Memoria e dell'Impegno. Memoria per tutte le vittime innocenti morte per mafia, e Impegno di ognuno di noi affinché le mafie e l'ingiustizia vengano sconfitte

Da 18 anni, il 21 Marzo non è più solo l'inizio della primavera, ma anche Giornata della Memoria e dell'Impegno. Memoria per tutte le vittime innocenti morte per mafia, e Impegno di ognuno di noi affinché le mafie e l'ingiustizia vengano sconfitte. Con questo spirito Libera a Rimini ha partecipato, con una delegazione, alla giornata di sabato a Firenze. Le adesioni sono arrivate dalle istituzioni, con l’Assessore Mario Galasso in rappresentanza della Provincia, dalle Associazioni che formano il coordinamento Riminese di Libera ed il Coordinamento Antimafia Riminese, dai ragazzi del centro giovani RM25, dai cittadini, di diverse età e provenienze.

Un lungo corteo, composto da centocinquanta mila persone, la maggior parte giovani e coloratissimi, ha attraversato il centro di Firenze, da Fortezza da Basso fino allo stadio Franchi. Qui, a vent’anni dalla bomba esplosa nel 1993 in Via dei Georgofili, la città ha ricordato le vittime dell’esplosione, leggendo i loro nomi, assieme a quelli delle altre 900 vittime delle mafie. A leggere `per non dimenticare´ i nomi delle vittime tanti personaggi più o meno noti: il Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, diversi sindaci tra cui quello di Firenze Matteo Renzi e di Bari Michele Emiliano, il ct della Nazionale Cesare Prandelli, ma anche i tanti familiari delle vittime (600 quelli arrivate a Firenze), magistrati e forze dell’ordine impegnati nella lotta alla mafia.

E’ seguito un lungo ed intenso discorso di Don Ciotti, che dal palco ripete più volte: “Non uccidiamoli una seconda volta”, “Non uccidiamoli con il silenzio, la rassegnazione e la diffidenza”. “Non uccidiamoli con le ricorrenze rituali, celebrative, non uccidiamoli con la mafiosità che può annidarsi in ognuno di noi, nelle coscienze addormentate o addomesticate. Possiamo invece tenere in vita il loro ricordo facendo memoria delle loro storie di lotta alla mafia e facendo diventare impegno quotidiano tutti i giorni i valori da loro professati".

“La Costituzione è il testo fondamentale che ci insegna le regole dell’essere cittadino e che nessuno tocchi quella prima parte della Costituzione italiana, nessuno la tocchi e la nostra Costituzione dobbiamo fare in modo che diventi sempre di più cultura e costume e soprattutto qualcuno non confonda la giustizia con la legalità - è il messaggio di Don Ciotti -. La giustizia cioè la realizzazione effettiva dell’uguaglianza dei diritti e le opportunità dei doveri per le persone viene troppo spesso confusa con la legalità, il concetto di legalità tanti lo usano, sono troppi quelli che lo piegano a facili strumentalizzazioni e per legittimare misure e provvedimenti che vanno in direzione contraria a quella della giustizia sociale".

"Nel nome della legalità c’è chi la calpesta tutti i giorni. Allora aiutiamoci, aiutiamo quei giovani in modo propositivo a distinguere le buone leggi, quelle che promuovono i diritti di tutti i cittadini da quelle cattive fatte nell’interessi di pochi o incapaci di trovare il giusto equilibrio tra sanzione ed esclusione, tra penale e sociale. Non girarsi dall’altra parte deve essere l’impegno di tutti - continua Don Ciotti -. La realtà è che le mafie ci hanno reso tutti vittime, ma la memoria e l’impegno in prima persona ci stanno emancipando dalla paura e la verità un giorno ci renderà di nuovo liberi.” Chiude l’incontro il concerto di Fiorella Mannoia, che saluta con eleganza i partecipanti, sulle note di “la storia” e “io non ho paura”.

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