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La Regina sostiene 21 nuove attività: "Al fianco degli imprenditori coraggiosi"

Contributi a fondo perduto per chi ha aperto i battenti nel 2020

Un tessuto economico vivo e capace di rinnovarsi anche durante questo questo periodo segnato dall'emergenza sanitaria. Questo il risultato che arriva da Palazzo Mancini rispetto all’ultimo bando a sostegno delle nuove attività imprenditoriali dell'artigianato, del commercio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Un impegno che l'Amministrazione Comunale ha rinnovato e che annualmente ripropone accogliendo le istanze dei rappresentati di categoria, della Cna di Rimini. A presentare i dati il sindaco Mariano Gennari ed il vicesindaco ed Assessore alle attività produttive Nicoletta Olivieri. Dopo la verifica dei requisiti richiesti dal bando, l’Amministrazione si appresta a liquidare contributi per 21 nuove imprese. Salvo un operatore che ha richiesto contributi per 547 euro, tutti gli altri hanno ottenuto un contributo pari a 722,65 euro.

“Cerchiamo di porci il più possibile al fianco degli imprenditori, sono dei coraggiosi – commenta il Gennari - e siamo sicuri che troveranno la forza di andare avanti e lasciarsi alle spalle questa fase dell'emergenza che ha fatto saltare ogni previsione economica. Una sensibilità che mi appartiene, vista la mia personale esperienza lavorativa nel mondo delle imprese private. Le attività rappresentano anche l’anima delle nostre vie cittadine”.

“Crediamo fortemente in questa azione e per dimostrarlo abbiamo aumentato da 10 a 15 mila euro le risorse disponibili. L'obiettivo rimane quello di favorire la nascita di nuove attività, premiando – continua la Olivieri - chi ha dimostrato il coraggio di investire, soprattutto nel nostro territorio. È importante incoraggiare particolarmente i giovani imprenditori, ma anche le donne, che rappresentano quasi la metà delle attività nate lo scorso anno. Sono la testimonianza che è possibile risollevarsi e creare un tessuto economico vivo e capace di rinnovarsi”.

Tra le spese ammissibili al riconoscimento del contributo vi erano quelle per l'avvio della propria attività come spese per notaio, camera di commercio o consulenze, acquisto di attrezzature, adeguamento dei locali, attivazione di utenze luce, gas ed acqua, abbattimento sino al 5 % del canone annuo dell'affitto dei locali, ed anche tasse e canoni comunali (Imu, Cosap, Ipc).

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