La Regione dice sì alla riforma del trasporto pubblico locale

Trasporti, c'è la riforma. L'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge d'iniziativa della Giunta che modifica e integra due leggi regionali sul trasporto pubblico locale, sul sistema regionale e locale di infrastrutture e viabilità

Trasporti, c'è la riforma. L’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge d'iniziativa della Giunta che modifica e integra due leggi regionali sul trasporto pubblico locale, sul sistema regionale e locale di infrastrutture e viabilità: 30 voti a favore (Pd, Idv, Sel-Verdi, Fds, Misto), 4 astenuti (Pdl e Udc) e 5 contrari (Lega e Mov5stelle). Organizzato in 28 articoli, il provvedimento è stato illustrato dal relatore, Paola Marani (Pd), che ha innanzitutto evidenziato il mutato contesto normativo nazionale ed europeo.

I contenuti principali
Per il trasporto ferroviario, vengono recepite le prescrizioni di durata massima dei contratti di servizio previsti dal Regolamento europeo 1370/07: viene pertanto eliminato l’attuale tetto di 9 anni e sostituito con la durata fissa di 15 anni, prorogabili del 50%. L’obiettivo è favorire gli investimenti a lungo termine e consentire tempi di ammortamento adeguati all’acquisto di nuovi treni (il costo medio si aggira sui 4 milioni di euro, con un periodo di ammortamento stimato tra i 20 e i 25 anni). Viene inoltre disciplinato il trasferimento di beni patrimoniali e di materiale rotabile funzionali alle attività operative, e si sancisce la separazione di FER srl in due distinte società: alla prima, a totale capitale pubblico (Regione ed Enti locali), viene affidata la gestione della rete infrastrutturale; alla seconda si attribuiscono funzioni ed attività legate al servizio di trasporto. Al gestore della rete sarà attribuita anche la funzione di stazione appaltante per l’affidamento dei servizi: questo ruolo consentirà tra l’altro il recupero totale dell’IVA, che la Regione poteva recuperare solo al 50%. Restano di competenza regionale, la programmazione, la progettazione dei servizi e il potere sanzionatorio. Anche sul fronte del trasporto pubblico locale (bus, corriere, tram) le modifiche riguardano la durata del contratto con le aziende: da 9 a 10 anni, prorogabile del 50%. Di nuovo, l’obiettivo è quello di consentire tempi di ammortamento adeguati alle spese sostenute (il costo di un bus si aggira tra i 450.000 e i 750.000 euro, il periodo di ammortamento è stimato tra i 7 e i 12 anni). Al fine di rendere meno rigida l’organizzazione dei servizi di trasporto locale, un'altra novità è l’estensione del sub-affidamento. Altre norme recepiscono la recente esperienza della mobilità intermodale ed integrata e i conseguenti risvolti sui titoli di viaggio e sulle sanzioni. Infine, la Regione mantiene il compito di definire i bacini ottimali per la progettazione e l'affidamento dei servizi, ipotizzando bacini pluri-provinciali.

Il dibattito
Servizi più snelli, più concorrenza e più privatizzazioni: sono le richieste avanzate da Andrea Pollastri (Pdl) in merito a questa proposta di legge. Il consigliere ha poi espresso alcune preoccupazioni sulla nuova società FER Infrastrutture, sulla ridefinizione dei bacini ottimali per il trasporto su gomma e sulla ripartizione delle risorse. Per Sandro Mandini (Idv), che ha preannunciato il voto positivo, è giusta la divisione tra la gestione di rete e i servizi di trasporto, ed è positiva l’entrata dei privati nel settore dei. Ha poi auspicato una maggiore qualità dei servizi, una riduzione dei costi e degli apparati e una maggiore attenzione a pendolari e lavoratori del trasporto. Giovanni Favia (Mov5stelle) ha contestato innanzitutto la filosofia del provvedimento con il quale la Regione mette sul mercato il diritto alla mobilità, che è un diritto primario e in uno stato efficiente andrebbe garantito dal pubblico. Ha poi giudicato insufficiente il percorso partecipativo in merito al progetto di fusione FER-ATC, sul quale ha anche espresso la convinzione che non ci saranno risparmi Manes Bernardini (Lega Nord) ha espresso netta contrarietà al provvedimento perchè, al di là delle norme dovute per l'adeguamento alle direttive europee, non vengono forniti elementi sufficienti per arrivare a una conclusione fondata su ciò che produrrà la fusione FER-ATC; una fusione sulla quale restano numerosi punti interrogativi, sollevati dallo stesso collegio sindacale ATC e dalla società incaricata dalla Provincia di Bologna di redarre uno studio sul piano industriale.

Nella replica, l’assessore alla Mobilità e trasporti, Alfredo Peri, ha detto che questo riordino normativo si propone una manutenzione straordinaria dell’impianto legislativo che ha fin qui disciplinato questo settore, con risultati positivi, poiché il sistema del trasporto pubblico funziona decisamente meglio della media nazionale e vanta alcuni punti di eccellenza. Distinguere fra infrastrutture e servizi è una scelta che anticipa le strategie nazionali e può favorire investimenti che vadano a migliorare qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini.

Emendamenti approvati
L’Aula ha approvato 8 emendamenti, 5 presentati dai consiglieri Damiano Zoffoli e Paola Marani (Pd) e 3 dal consigliere Giovanni Favia (Mov5stelle); sono stati ritirati o respinti altri 12 emendamenti presentati da Favia. Fra i punti più significativi, gli emendamenti Pd introducono due novità: a decorrere dal 2014 la Giunta determini il contributo chilometrico per i servizi minimi comprensivo delle risorse previste per i rinnovi contrattuali, tenuto conto dei costi medi per l’esercizio dei servizi stessi nonché della specificità dei diversi bacini; è poi previsto che la Giunta superi gradualmente il concetto della spesa storica, individuando nuovi criteri di premialità (o penalità) su cui basare gli incentivi da destinare all’attuazione della programmazione locale, così da favorire le gestioni più virtuose. Dagli emendamenti Mov5stelle, invece, si prevede che il Prit sia depositato presso le sedi dell'Assemblea e delle Provincie per 60 giorni consecutivi dalla data di pubblicazione dell'avviso della sua adozione sul Bollettino ufficiale della Regione; questo avviso dovrà essere pubblicato anche su un quotidiano a diffusione regionale e sulle apposite sezioni dei siti web di Regione e Province. Sempre a proposito del Prit, viene infine prevista la promozione di progetti innovativi di condivisione degli autoveicoli privati.

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