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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

La Regione rilancia il proprio impegno a favore delle Guardie ecologiche volontarie

Sono 1.270 i volontari attivi in Emilia-Romagna, divisi in 16 raggruppamenti. Tra le funzioni svolte quelle in materia di tutela della flora a fauna minore, raccolta funghi e prodotti del sottobosco, rifiuti

Maggiori risorse e regole più snelle per l’accesso. La Regione rilancia il proprio impegno a favore delle Guardie ecologiche volontarie, vere e proprie sentinelle dell’ambiente, in grado di intervenire in parchi, aree protette, siti della Rete Natura 2000. E promotrici di iniziative di sensibilizzazione, informazione ed educazione ambientale. Tra i compiti delle Gev quelli di vigilanza e controllo, compreso l’accertamento di illeciti amministrativi, in materia di flora e fauna minore, raccolta funghi e prodotti del sottobosco, rifiuti. Oltre alla possibilità di operare in caso di emergenza e calamità. Le novità in arrivo sono contenute in una delibera che è stata approvata dalla Giunta regionale nell’ultima seduta, su proposta dell’assessora regionale alla Programmazione territoriale e paesaggistica, forestazione e parchi Barbara Lori.

“Le Guardie ecologiche volontarie svolgono un servizio di grande valore, in collaborazione con i Comuni, gli Enti parco e la Protezione civile regionale, sul quale vogliamo investire, a tutela di un patrimonio ambientale che in Emilia-Romagna è straordinariamente ricco dal punto di vista della biodiversità- ha spiegato Lori-. Da qui il nostro impegno sul piano economico, ma anche per incentivare l’adesione a questo corpo di volontari, con un’attenzione particolare ai più giovani. A loro vogliamo dire che diventare Guardia ecologica volontaria può essere un modo semplice, ma molto efficace per dare il proprio contributo concreto alla salvaguardia dell’ambiente.”

Per diventare Guardia ecologica volontaria occorre partecipare a una specifica attività di formazione teorica e pratica che passa da 97 a 82 ore complessive. Viene dimezzato l’impegno richiesto su base annuale, che scende da 96 ore a 48 ore di servizio all’anno. Anche in caso di prolungati periodi di inattività, ad esempio per motivi legati al lavoro o alla famiglia, il titolo di guardia ecologica volontaria non sarà revocato, ma sarà sufficiente frequentare un corso di aggiornamento. Tra le novità in arrivo anche quelle relative al numero minimo di volontari necessari per istituire un raggruppamento Gev, numero che viene ridefinito sulla base della popolazione residente: 30 per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia; 20 per quelle di Ferrara, Forlì-Cesena, Parma, Piacenza, Ravenna, Rimini.

Quanto alle risorse, anche nel 2023 la Regione conferma un impegno crescente, che ha visto aumentare i contributi erogati dai 106mila euro del 2018 ai 208mila del 2023, cui si aggiungono 50mila euro assegnati anche quest’anno per l’acquisto della strumentazione. Il Servizio volontario di vigilanza ecologica è stato istituito dalla Regione nel 1989. In Emilia-Romagna le Guardie ecologiche volontarie attive, secondo gli ultimi dati disponibili, sono 1.270, organizzate in 16 raggruppamenti territoriali presenti in tutte le province. 

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