La Regione vieta i test sierologici fai da te: "La salute prima di tutto"

Sì, invece, a campagne di screening da parte delle imprese ai dipendenti "purché nel pieno rispetto dei criteri e delle modalità indicate dalla giunta regionale"

La Regione conferma: vietati i test sierologici fai da te. Sì, invece, a campagne di screening da parte delle imprese ai dipendenti "purché nel pieno rispetto dei criteri e delle modalità indicate dalla giunta regionale". In questo caso, si potrà ricorrere anche alla collaborazione con laboratori privati, "che dovranno però essere autorizzati dalla Regione, anche in previsione della possibile estensione della campagna di screening ad altre categorie, dalle forze dell'ordine alle polizia locali, e fasce di popolazione "a partire da quelle nelle aree maggiormente colpite come Piacenza, Rimini e Medicina, dopo quella già avviata e in corso sugli operatori sociosanitari". Ecco l'attesa delibera, licenziata giovedì sera dalla giunta regionale, sullo screening per individuare su larga scala i positivi al coronavirus. Saranno le aziende sanitarie e gli enti del servizio sanitario regionale a "definire come somministrare e distribuire il test sierologico rapido".

La sicurezza sanitaria dei cittadini è "al primo posto e viene prima di tutto", sottolinea l'assessore alla Sanita' Raffaele Donini. "Il nostro obiettivo - spiega - è ampliare la platea dei test, che costituiscono uno strumento importante nella lotta contro il Coronavirus, anche ad altre categorie. Ma proprio per questo sarà il nostro servizio sanitario ad effettuarli, nel pieno rispetto dei criteri e delle modalita' stabiliti, per garantire, appunto, sicurezza, efficacia e informazioni tecniche adeguate". Con questo obiettivo, tende la mano Donini, "chiederemo una mano anche ai laboratori privati e ben vengano accordi tra questi e le imprese che hanno ripreso la propria attivita' o, eventualmente, potranno farlo in una fase successiva. E' anche ragionevole discutere del fatto che proprio la partecipazione al percorso di screening regionale possa essere parte delle condizioni di sicurezza per la riapertura sicura. Ma il percorso su cui tutti siamo impegnati per gestire e uscire da quest'emergenza dev'essere effettuato nel rigore assoluto. A partire proprio dai test, uno strumento che abbiamo fortemente voluto proprio per garantire la sicurezza dei cittadini, a partire da chi è più a rischio, come il personale sociosanitario, perche' impegnato in prima linea nella lotta al virus". Il programma regionale di screening potrà allargarsi alle popolazioni delle aree dove si sono registrate le piu' elevate incidenze di contagio, a partire dalle 'zone rosse' di Piacenza, Rimini e Medicina (Bologna). Questo sulla base delle valutazioni emerse dal monitoraggio dei risultati dello screening stesso.

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(fonte Agenzia Dire)

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