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La Rete delle Città Strategiche guarda alla logistica e al turismo

Si è tenuta mercoledì mattina presso il Palazzo del Turismo di piazzale Fellini la prima riunione del Comitato di Coordinamento della Rete delle Città Strategiche (ReCS)

Si è tenuta mercoledì mattina presso il Palazzo del Turismo di piazzale Fellini la prima riunione del Comitato di Coordinamento della Rete delle Città Strategiche (ReCS), presieduta nel suo nuovo ruolo di Presidente delle Città Strategiche dal Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, dopo la sua elezione avvenuta lo scorso marzo a Cuneo in occasione della nona assemblea nazionale.

All’incontro, che aveva all’ordine dei lavori l’approvazione del Piano annuale delle attività 2012 - 2013, hanno partecipato i sindaci o delegati di Atri, Barletta, Cuneo, Potenza, Sassari e Venezia, che con Rimini fanno parte del nuovo Comitato di Coordinamento. Presenti anche i comuni di Torino, Savona, Oristano. Tra gli obiettivi qualificanti affrontati quest’oggi l’Agenda urbana per l'Europa, i Piani Strategici di nuova generazione, la Carta europea della pianificazione strategica urbana, l’allargamento della ReCS alle amministrazioni comunali e provinciali impegnate sui Piani strategici come Bologna, Messina, Milano, Roma, Palermo e le provincie di Sassari e di Teramo.

Nell’introdurre i lavori, il Sindaco Gnassi ha lanciato la proposta di un manifesto delle città strategiche che individui obiettivi d’interesse nazionale condivisi e promuova un’azione di lobby delle città strategiche per sostenere alcune azioni di interesse comune. Ad esempio nell’ambito della logistica col collegamento lungo l’asse adriatico dell’alta velocità o nell’ambito del turismo, visto come settore industriale del Paese, per l’innovazione normativa in campo urbanistico che permetta di progettare il territorio secondo logiche innovative e di rilancio.

“La presidenza della Rete delle città strategiche – ha detto il sindaco Gnassi - è stata una ragione di soddisfazione perché ha premiato il lavoro fatto dal Piano strategico in questi anni e l'impegno per mettere sempre più la nostra città al centro dei processi di sviluppo nazionali ed europei. Ora è necessaria – ed è per questo che abbiamo voluto impegnarci in prima persona nel ReCS - una riflessione sul “ruolo delle città oltre la crisi” per tentare di dare risposta alla nuova domanda di città che proviene dai cittadini. Una città capace di coniugare la città competitiva con la città-spazio pubblico; una città in grado di rispondere alla richiesta di governance e di coesione del territorio; una città che sia di fatto il laboratorio dell’integrazione sociale e della sostenibilità ambientale.”


 

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