Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

La sanificazione con l'ozono, nuova frontiera per la battaglia contro il Covid-19

Il gas risulta un potente antivirale: la sua percentuale di inattivazione dei virus è del 99,99% se si effettua una sanificazione di 4 minuti

Tuta, mascherina e visiera protettiva sono gli strumenti del mestiere. Ipoclorito di sodio, perossido di idrogeno e ozono sono invece i prodotti e i gas usati durante la bonifica e la sanificazione obbligatoria in ambienti dove è stata appurata la presenza di persone positive al coronavirus, come abitazioni, uffici, negozi o fabbriche. Nell’approssimarsi della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, si studiano le possibili strategie da adottare per mettere in sicurezza le attività e consentirne la ripartenza e, tra queste, sembra andare per la maggiore quella che adotta l'ozono che ha funzione viricida e battericida così come evidenziato dal Ministero della Salute e potrebbe rispondere anche a problemi di pulizia dell’aria e dei flussi di aria condizionata considerati, nelle ipotesi più accreditate, come elemento di rischio per i contagi in ambienti chiusi. Dal 2001 la FDA (Food and Drug Administration), organismo dello United States Department of Health and Human Services, ha classificato l’ozono come GRAS (Generally Recognized As Safe), vale a dire sicuro per la salute umana, e ne ha liberalizzato l’impiego come agente antimicrobico nei processi produttivi degli alimenti. 

L’ozono è caratterizzato da una elevata reattività, da un elevato potere ossidante e dal fatto di essere instabile a temperatura ambiente. Proprio per la sua considerevole capacità ossidante, è in grado, danneggiando membrane e pareti cellulari, di ripulire aria e acqua da muffe, lieviti, batteri, spore e virus. Per quanto riguarda i virus, nello specifico, parliamo di inattivazione. Questo significa che l’azione dell’ozono consisterebbe in un’ossidazione e conseguente inattivazione, dei recettori virali specifici utilizzati per la creazione del legame con la parete della cellula da invadere. In questo modo viene bloccato il meccanismo di riproduzione virale a livello della sua prima fase: l’invasione cellulare. Il virus non viene distrutto, ma reso inerme. La caratteristica predominante dell’ozono è che in condizioni atmosferiche standard è in fase gassosa, cosa che già ne favorisce l’utilizzo in numerose applicazioni in campo igenico-alimentare. A differenza dei disinfettanti classici, (ad esempio il cloro) che rilasciano residui inquinanti, l’ozono si decompone ad ossigeno e ciò potrebbe rappresentare un vantaggio sia per l’ambiente che per la salute evitando gli effetti collaterali.

L’ozono risulta un potente antivirale: la sua percentuale di inattivazione dei virus è del 99,99% se si effettua una sanificazione di 4 minuti con un tasso residuo di gas di 0,3ppm (particelle per milione); cosa che garantisce tra l’altro la depurazione e la sterilizzazione assoluta da tutti gli inquinanti presenti nell’aria, negli impianti di condizionamento e nei relativi canali di areazione. Questo vale per tutti i virus, indistintamente, anche se non vale ancora in maniera ufficiale e specifica per il ‘nostro’ SARS-COV-2 sul quale – essendo nuovo nuovo – non sono ancora stati compiuti studi specifici come giustamente sottolinea la International Ozone Association. Dunque analisi delle opzioni ma massima prudenza come al solito: siamo in presenza di una realtà profondamente nuova.

A Rimini sono diverse le aziende che, dai veicoli alle attività commerciali passando anche per le abitazioni, si sono attrezzate con le apparecchiature per sanificare gli ambienti. In vista della Fase 2, spiegano in questi giorni stanno arrivando decine e decine di richieste per effettuare le operazioni di bonifica che, a seconda della grandezza della struttura, possono durare dalla mezz'ora ad anche due ore. 

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