La sanità romagnola è sempre più “rosa”: la percentuale delle dipendenti è il 74%

Al 31 dicembre 2017, il numero delle donne che a vario titolo lavoravano in Azienda è risultato pari a 11.135 su un totale di 15.066 dipendenti

La sanità romagnola è sempre più “rosa”: nel 2017 la percentuale di dipendenti donne dell’Azienda USL della Romagna è salita al 74% (73.3% nel 2015; 73.7% nel 2016). E nell’ottica della ricorrenza della Festa della Donna si svolgerà domani, 8 marzo, alle ore 11:30, presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, una sobria cerimonia per inaugurare una scultura in memoria della dottoressa Antonietta Santullo, che arreda la rotatoria d’accesso all’ospedale lato via Flaminia, nei pressi del nido aziendale “Belnido” a lei dedicato. Antonietta Santullo, scomparsa pochi mesi fa, è stata direttore della direzione tecnica infermieristica dell’Ausl di Rimini e dirigente dell’Ausl Romagna e ha contribuito alla progettazione e realizzazione del nido. I dati nel dettaglio. Al 31 dicembre 2017, il numero delle donne che a vario titolo lavoravano in Azienda è risultato pari a 11.135 su un totale di 15.066 dipendenti. La classe di età prevalente è quella dai 45 ai 55 anni.

Tra le categorie più rappresentative, quella infermieristica è in testa con 5.657 lavoratrici donna contro i circa 1.115 infermieri in servizio su tutto il territorio aziendale. Seguono i "camici rosa”: 1.208 professionisti medici e veterinari su un totale di 2.410. Complessivamente il 54,4 per cento dei ruoli di dirigenza sono coperti da donne (si tenga conto che il medico ospedaliero rientra nella dirigenza medica). Per migliorare la condizione professionale e personale delle oltre 11mila dipendenti donna, l’Azienda USL della Romagna ha messo in campo in questi anni diverse azioni, a partire dall’istituzione con Deliberazione del Direttore Generale n. 49 del 11 febbraio 2016, del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG) che ha come scopo principale quello di promuovere il benessere organizzativo e contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza morale e psichica dei lavoratori.

Sviluppo di politiche per l’equità e contro la discriminazione, promozione della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro e promozione della cultura di genere e pari opportunità sono alcuni dei punti su cui sta lavorando il Comitato che è composto da 24 membri interni all'Azienda, in rappresentanza delle diverse figure professionali: alcuni di nomina sindacale e altri di nomina aziendale.
 

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