La storica scuola delle suore di Maria Bambina rischia la chiusura ‘per Covid-19’

Lo stop al pagamento delle rette dovute alla chiusura per l'epidemia ha fortemente scosso il bilancio dell'istituto

Ogni riminese nato e cresciuto nel centro storico non può non ricordare, la scuola delle suore di Maria Bambina, che da più di un secolo ha accompagnato migliaia di bambini, oggi adulti, nel loro percorso scolastico e ha trasmesso loro, con il proprio metodo educativo, i valori di fratellanza, unione e aiuto dei più deboli. E proprio a quei valori oggi le suore fanno appello per provare a salvare la scuola. L’emergenza Covid – 19 ha interrotto le attività dallo scorso febbraio e questo, come del resto è accaduto a quasi tutte le scuole paritarie italiane, ha messo in serie difficoltà l’Istituto il cui sostentamento, per buona parte, era basato sulle rette.

Un po’ di storia: l’Istituto nasce grazie ad una donazione, quella fatta dalla signorina riminese Cleonice Perilli, orfana di padre e di madre, che abbraccia l’Istituto delle Suore di Carità. Cleonice, a 49 anni, il 21 novembre 1914, si fa suora di Maria Bambina, portando in dote la casa paterna di via Cavalieri 19, ora via Angherà, 21. In quella casa nasce, nel 1915, la scuola elementare privata e vi viene trasferito l’asilo, già funzionante dal 1913 presso l’Istituto Maccolini. Oggi la scuola comprende tre sezioni di scuola dell’infanzia e una sezione Primavera per un totale di circa 80 bambini. L’Istituto ha deciso, venendo incontro alle richieste di molte famiglie, di applicare uno sconto sulla retta del mese di marzo pari al 25% e su quella di aprile del 50% e di non richiedere alcun pagamento per maggio e giugno. Questa scelta se da un lato viene incontro alle richieste dei genitori dall’altro rappresenta una perdita economica importante e il rischio è di non poter riaprire le porte a settembre.

“La sospensione della scuola non ha sospeso i costi fissi che l’Istituto deve sostenere – dichiara la Superiora suor Maria Regina de Franceschi – costi di struttura e di personale. Infatti gli ammortizzatori sociali coprono solo una parte dell’intero ammontare degli stipendi, la restante è stata messa a disposizione dall’Istituto". Chiudere il Maria Bambina significa eliminare un pezzo di storia educativa  nel cuore della Città, rappresenta un'altra cicatrice che questa pandemia lascia su un territorio martoriato. “Stiamo lavorando alacremente per trovare una soluzione – aggiunge  Suor Maria Regina - per questo motivo mi appello a tutte le persone che conoscono la nostra storia e i valori che ci hanno sempre guidato nella cura dei più piccoli, a coloro che hanno frequentato in fanciullezza la scuola, affinchè ci si attivi, per una raccolta fondi che ci permetta di andare avanti. Abbiamo bisogno del Vostro aiuto adesso, domani o tra un mese sarà troppo tardi.”

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La Scuola ha quindi aperto una campagna di fundraising con donazioni, che possono essere effettuate sull’IBAN IT81R0623024293000030157417 a partire da subito. L’istituto confida che solo grazie al grande cuore dei riminesi la storica Scuola ritorni a vivere con le voci cangianti e spensierate di tanti bambini, perché solo allora si potrà dire di aver in parte sconfitto questa difficile situazione che ha piegato il mondo intero.

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