Cronaca

La sua società ha guadagni milionari ma lui percepisce il reddito di cittadinanza

Stretta della Guardia di Finanza che scopre 15 furbetti del sussidio, tra loro anche un albergatore e un condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso

Operazione “Spill out” della Guardia di Finanza di Rimini che, a cavallo tra dicembre e gennaio, ha scovato 15 furbetti che percepivano il reddito di cittadinanza nonostante fossero più che benestanti. Il gruppo, tutto finito denunciato, secondo gli inquirenti delle Fiamme Gialle aveva prodotto delle false dichiarazioni Isee per ottenere il sussidio o avevano omesso di fare all'Inps la comunicazione delle variazioni di reddito o patrimonio. Tra gli odierni denunciati 5 spiccano per aver acquistato delle auto nuove fiammanti, tra questi uno ne ha addirittura comperate due per un valore di 53mila euro. Altri due si erano "dimenticati" di essere proprietari di fabbricati mentre, altrettanti, avevano omesso di dichiarare il patrimonio derivante dalle partecipazioni in società. Emblematico è il caso di un 60enne che è risultato possedere quote per un valore di 100.000 euro in una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di plastica, avente sede a Milano, che nell’anno 2018 ha conseguito ricavi per 2 milioni di euro, e di una 55enne risultata possedere quote per un valore di 13.550 euro in una società che gestisce un hotel a Rivazzurra.

Tra i vari "furbetti" non poteva mancare un condannato con sentenza definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso cosa che, come previsto dalla legge, preclude la possibilità di ottenere il sussidio. Altri due soggetti, invece, hanno omesso di dichiarare per gli anni 2018 e 2019 redditi ai fini Isee, derivanti da attività d’impresa: il primo, un 68enne, non risulta aver dichiarato i redditi per complessivi 70.000 euro conseguiti dall’attività di “procacciatore d’affari”, mentre un 30 enne, denunciato in concorso con la convivente, ha omesso di dichiarare, redditi per complessivi 107.000 euro conseguiti nell’attività di “commercio all’ingrosso di rottami”, esercitata in forma di ditta individuale, con sede a Rimini. Infine, sono stati scoperti due soggetti, un 65 enne residente a Rimini e un 70 enne residente a Riccione, che risultano aver occultato ai fini Isee il patrimonio investito in contratti di assicurazione mista sulla vita, rispettivamente del valore di 75.000 euro e di 21.000 euro, a fronte del limite massimo di 6.000 euro stabilito dalla legge per poter fruire del reddito di cittadinanza.  
 
Nei confronti dei 15 illeciti percettori del reddito di cittadinanza oltre alla denuncia all'autorità giudiziaria, è scattata la segnalazione all'Inps che ha avviato la procedura per la revoca del sussidio e attivato il recupero delle somme ricevute per un totale di circa 80 mila euro.

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