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La vendemmia 2020 tra le annate più belle di sempre: le previsioni e i vini "re" della vigna

La pandemia ha portato a vendite sottotono ma il Consorzio vini di Romagna brinda a un'annata "buona e giusta che riserva dei rossi sorprendenti"

Nell'anno della pandemia e del distanziamento sociale, dove ci si è dovuti abituare a brindare tra pochi e a casa, dalle colline romagnole si riparte con una vendemmia "buona e giusta" che promette un vino all'altezza di un ritorno alla normalità, anche del mercato. Anche se un po' scarsa rispetto la media per quantità, la qualità delle uve raccolte promette infatti "un'annata 2020 tra le più belle di sempre". A dirlo, il direttore del Consorzio vini di Romagna Filiberto Mazzanti. Dopo un anno difficile che registra per un calo delle vendite stimabile del 7,5%, il Cvr, dalla sede di Faenza, per voce del direttore e del presidente Ruenza Santandrea, presenta i dati dell'ultima vendemmia e guarda in avanti con ottimismo, tra aspettative di rilancio e iniziative del nuovo anno. Con 114 soci e 5.200 aziende viticole, il Consorzio riunisce la produzione uve della Romagna dell'85% della produzione totale sul territorio, per una terra in cui è riconducibile il 62% del vino di tutta la Regione.

A farla da padrone, il Sangiovese Romagna: le bottiglie del 2020 sono state 11,5 milioni, in calo rispetto ai 12,4 milioni dell'anno precedente che aveva registrato un vero record. Buona la performance del Sangiovese delle sottozone Doc Mga (menzione geografica aggiuntiva) con 434.000 bottiglie della qualità più alta, sempre richiestissime. Mentre sono 756.000 le bottiglie di Romagna Albana Docg. I numeri poi di altre denominazioni minori all'interno dei Romagna doc: per il Pagadebit 257.000 bottiglie, 835.000 per la Cagnina e 292.000 per lo spumante. Infine, tra i "Colli", che raccolgono particolarità locali, spicca Rimini, con 370.000 bottiglie della Rebola. "Il 2020 non è stata un'annata eccezionale, la produzione è stata contenuta- evidenzia il direttore- in particolare rispetto ai numeri del 2019, ma la qualità promette di sorprendere con uve particolarmente di pregio".

In particolare, le aspettative sono sui vitigni rossi dove la maturazione di vinaccioli e tannini è stata particolarmente buona. E ancora, le contrazioni delle produzioni sono per lo più dovute a fattori climatici: alla siccità estiva cui si è aggiunto il forte vento di libeccio nel periodo del raccolto. Sulla vendemmia 2020 sono riposte le aspettative per la ripresa: nell'anno della pandemia le vendite sono state infatti "sottotono, rispetto l'anno precedente", spiega il direttore. Lo si vede in base agli imbottigliamenti, assimilabili alle vendite, chiarisce. "La flessione è stata del 7,5%, rispetto agli imbottigliamenti degli anni precedenti". Ad essere più penalizzate, sottolinea, poi sono state le piccole aziende artigianali che vendono soprattutto nei canali ho.re.ca, ristorazione, hotel, enoteche: "Quel 7,5% in meno ha un peso rilevante- sottolinea- considerando che, per effetto del rimanere chiusi a casa per le restrizioni Covid, si sono generate più vendite sui canali della grande distribuzione".

Guardando ai prossimi mesi, il consorzio conta di arricchire la sua offerta con le sottozone Doc Mga nascenti di Imola e le tre del riminese, Verucchio, Coriano e San Clemente, per cui si è in attesa dell'ok finale da parte del ministero. "Ci auguriamo per la prossima annata di poterle menzionare nelle etichette, i passi sono stati fatti- auspica il direttore- arriveremo alla vendemmia 2021 con la vendita delle 'sottozone'". Infine, il 2021 sarà l'anno del rilancio della attività di promozione e, ci si augura, della ripresa degli eventi in presenza. Il presidente Ruenza punta sulla valorizzazione del brand 'Romagna" già partito in quest'anno di rilancio della promozione on line con un sito istituzionale www.cartolinedellaromagna.it, dove si coniuga fortemente il vino al suo territorio e si punta alla scoperta dell'entroterra romagnolo. Nel sito, spiega il presidente, sono stati inseriti dei percorsi tematici come 'i luoghi di Dante', in occasione del centenario del sommo poeta, ma anche 'borghi, chiese e castelli', sentieri e natura'. La pandemia non ferma poi ViniadArte, ma cambia la sua data e il format: nel 2021 si terrà dal 27 al 30 agosto. Per cui "quest'anno non sarà un'anteprima del Sangiovese- spiega- ma speriamo in una migliore situazione generale per la pandemia e l'avvio della vaccinazione". Inoltre, "quest'anno sarà un evento itinerante, da Rimini fino a Faenza, per favorire la conoscenza di zone e sottozone, si degusteranno uve direttamente in vigna in anteprima per la vendemmia 2021".

L'evento di richiamo per la stampa di settore avrà respiro internazionale con almeno 20 ospiti da tutto il mondo, più quelli italiani. Infine, non mancherà il tour europeo 2021 del consorzio. La prudenza è comunque doverosa, quindi gli eventi all'estero si terranno solo negli ultmi mesi dell'anno, a partire da ottobre e saranno con un numero limitato di presenze. Nessuna fiera ma in calendario sono fissati quattro seminari: ad Amsterdam, Liegi, Copenhagen e Amburgo.

(Agenzia Dire)

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