Una "cittadella" abusiva e nella sporcizia in una maglieria cinese

I Carabinieri di Riccione hanno accertato la presenza all’interno della struttura, di un laboratorio di maglieria e di 26 cittadini cinesi, tra cui un bambino in tenera età

I Carabinieri della Compagnia di Riccione, insieme ai militari dell'Ispettorato del lavoro, al personale dell’Ausl, a Vigili Urbani del Comune di Riccione, sono intervenuti nella tarda serata di mercoledì nella zona industriale di Coriano, lungo la strada che porta a San Marino, dove nei giorni scorsi era stata segnalata da diversi cittadini al 112, la presenza di un capannone con alcuni cittadini cinesi all’interno. Il controllo è stato effettuato intorno alle 23.

Coordinati dal Comandante della Compagnia di Riccione, gli uomini dell'Arma hanno accertato la presenza all’interno della struttura, di un laboratorio di maglieria e di 26 cittadini cinesi, tra cui un bambino in tenera età, molti dei quali erano intenti a lavorare e gli altri a riposare. La scena che si sono trovati davanti gli operanti è stata scioccante. All’interno del capannone era stata realizzata una zona completamente abusiva, in alcune parti soppalcata, dedicata a dormitorio (stanzette, tra l’altro, senza finestre), cucina e bagni divisa dalle macchine di lavorazione dei capi di abbigliamento da leggeri pannelli in cartongesso.

In pratica una piccola “cittadella” dalla quale, sembra, gli occupanti uscissero molto di rado anche per non destare il sospetto di eventuali passanti. Le verifiche hanno portato alla luce pessime condizioni igienico sanitarie, di assoluta invivibilità e pericolosità, con impianti idrici ed elettrici di fortuna. Cavi penzolanti e sfilacciati a rischio concreto corto circuito ed incendio, tubi arrugginiti, derrate alimentari conservate senza alcuna attenzione e regola, cibi già cotti sparsi in più locali, materassi appoggiati per terra, tracce di umidità, muffa ed infiltrazioni d’acqua un pc ovunque. Lo stesso dicasi per i servizi igienici, una sorta di turche con alcuni lavelli e docce, dai quali promanavano odori nauseabondi.

Tutti gli stranieri sono risultati in regola con i documenti di soggiorno necessari per la permanenza nel nostro Paese mentre almeno 7 sono risultati quali lavoratori in nero. Sono state elevate, per ora, contravvenzioni per oltre 50 mila euro. Il capannone è stato sottoposto a sequestro e tutti i cittadini cinesi sono stati portati all’albergo Britannia di Rimini, dove troveranno ospitalità per qualche giorno in attesa di una sistemazione definitiva.

Per questa soluzione l'Arma ha espresso un sentito ringraziamento al presidente della Provincia, Stefano Vitali, che, contattato in piena notte dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, si è immediatamente attivato per individuare la soluzione migliore, "dimostrando - sottolineano dall'Arma - ancora una volta, una straordinaria sensibilità umana ed attenzione verso l’operato delle forze dell’ordine in un contesto di proficua osmosi istituzionale".

L'Arma ha anche ringraziato i proprietari dell’albergo, che si sono da subito messi a disposizione così come fatto anche in un recente passato a seguito dell’emergenza neve. Sono in atto ulteriori indagini al fine di individuare possibili responsabilità penali/ amministrative in capo al altre persone.

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