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Foto tratta dal web

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Lago Santarini "cittadella dello sport"? Le perplessità del Wwf

"Fare dell’area del lago Santarini di Santarcangelo una sorta di “cittadella dello sport” ha sicuramente ricadute su tutto il comprensorio dei laghetti creatisi dalle ex cave rinaturalizzate del Marecchia". A dirlo il presidente del Wwf di Rimini, Antonio Cianciosi

"Fare dell’area del lago Santarini di Santarcangelo una sorta di “cittadella dello sport” ha sicuramente ricadute su tutto il comprensorio dei laghetti creatisi dalle ex cave rinaturalizzate del Marecchia". Ad esternare le perplessità è il presidente del Wwf di Rimini, Antonio Cianciosi. L'associazione, precisa Cianciosi, "è da sempre a fianco del mondo sportivo, ne condivide lo spirito e auspica un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani nelle varie attività dello sport".

Tuttavia "nutre qualche perplessità quando queste attività vanno ad interferire, se non ad impattare, con i fragili equilibri che regolano gli ecosistemi di aree di notevole interesse ambientale". Per il presidente del Wwf, "la conservazione e l’integrità ecosistemica dei luoghi di così grande interesse faunistico e pregio ecologico, da essere per la gran parte classificate come SIC (siti di interesse comunitario facenti parte della rete Natura 2000 dell’Unione Europea), deve essere una priorità assoluta di qualsiasi progetto venga pensato".

"Per tali aree infatti, più volte evidenziate dal Wwf quali ecosistemi delicatissimi e rari luoghi di nidificazione, sosta e svernamento per l’avifauna migratoria da conservare e tutelare, ciclicamente si è sollevata l’attenzione di soggetti pubblici o privati intenzionati a sfruttarne la bellezza e il valore naturalistico anche, per avviarne volani economici - continua Cianciosi -. Quasi sempre però, come spesso accade per la progettazione e l’infrastrutturazione di nuovi siti di fruizione per il turismo naturalistico, a fare le spese delle così dette “riqualificazioni” sono stati proprio il rispetto degli ecosistemi e habitat naturali che invece  dovevano essere protetti e salvaguardati".

Il Wwf, chiosa il presidente dell'associazione riminese, "quindi auspica che ogni intervento proposto su tale area risponda necessariamente ai requisiti di programmazione e gestione organica dell'intera area fluviale, che consenta una corretta fruizione compatibile con la naturalità dei luoghi in questione. Stiamo assistendo come la mancata gestione dell’area SIC conduca alla già drammatica e insostenibile situazione delle sovra captazioni idriche nell’alveo del Marecchia e nei sistemi idrici ad esso collegati che stanno mettendo in ginocchio, in momenti di forte siccità, tutto l’ecosistema naturale e la biologia del fiume". Concludendo, "il WWf esprime le proprie vive preoccupazioni e richiede  nella maniera più convinta, chiarezza, trasparenza e partecipazione".

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