"Per colpa del Tribunale il Pepenero pronto ad abbandonare Riccione"

I soci e l'amministratrice della società di gestione intendono aprire una sottoscrizione per favorire la vendita delle quote sociali al fine di costituire un capitale sufficiente per aprire un nuovo Pepenero in altro luogo o in altra località

Dopo il braccio di ferro con la magistratura, che ha negato la restituzione delle chiavi del noto locale di lap dance di Riccione alla gestione che lo avrebbe dovuto riaprire in amministrazione controllata, i soci del Pepenero si affidano ad un comunicato stampa per esternare tutto il loro malumore sulla vicenda arrivando a minacciare di abbandonare la Perla Verde. Secondo la società, messa sotto sequestro lo scorso 7 agosto, "l’ordinanza del Tribunale del Riesame ha affidato la gestione economica del Pepenero a PR1 srl, in conformità ai precedenti contratti, che sancivano il pacifico godimento dell’azienda, salvo tenere obbligate la società affittuaria e subaffittuaria al pagamento dei relativi canoni all’amministratore giudiziario" nominato dal Tribunale. In questa versione “relativi non può che riferirsi ai contratti di affitto e subaffitto già in essere e con l’obbligo di rendiconto periodico della gestione".

Tuttavia, quando venerdì pomeriggio si aspettava la riconsegna delle chiavi per riaprire il locale di lap dance, sarebbe sopraggiunto un nuovo impedimento sollevato dall'amministratore giudiziario che, per la società ha fatto "pervenire richieste di nuove soluzioni e di adempimenti a carico di PR1 srl, estranei alle precise determinazioni del Tribunale collegiale, ottenendo la sospensione della riconsegna dell’azienda da un organo monocratico del Tribunale, sezione Penale, senza contraddittorio, con un provvedimento di difficile intelligibilità e di non chiara competenza".

Vista la situazione, i soci e l’amministratrice di PR1 srl intendono aprire una sottoscrizione per favorire la vendita delle quote sociali al fine di costituire un capitale sufficiente per aprire un nuovo Pepenero in altro luogo o in altra località o per incrementare, se liberata dagli attuali impedimenti, l’azienda di piazza Azzarita 1 a Riccione.​

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