Lavoratori in nero e anche ricettazione: pioggia di controlli della Guardia di Finanza

Continua incessante l’azione di contrasto al lavoro nero da parte dei militari della Guardia di Finanza di Rimini, al fine di contrastare il fenomeno delle frodi in materia previdenziale e contributiva connesse allo sfruttamento di lavoratori dipendenti assunti irregolarmente e all’evasione fiscale.

Continua incessante l’azione di contrasto al lavoro nero da parte dei militari della Guardia di Finanza di Rimini, al fine di contrastare il fenomeno delle frodi in materia previdenziale e contributiva connesse allo sfruttamento di lavoratori dipendenti assunti irregolarmente e all’evasione fiscale.  I finanzieri del Gruppo, sulla base di una selezione frutto dell’incrocio di elementi informativi, acquisiti anche nel corso del continuo pattugliamento di controllo economico del territorio, con quelli contenuti nelle oltre 40 banche dati a disposizione, hanno concluso una prima fase dell’operazione “Over the Job”, promossa e coordinata dal Comandante Provinciale. Nel solo primo trimestre 2019, le fiamme gialle hanno effettuato, tra gli altri controlli, 15 interventi mirati a contrasto del lavoro sommerso nei confronti di altrettante imprese operanti nella provincia di Rimini nei settori: alberghiero (6 esercizi), di intrattenimento (2 locali), ristorazione (2 ristoranti), edile (3 ditte), un distributore di carburanti ed un panificio.

Le ispezioni della polizia economico-finanziaria così svolte, a tutela degli operatori economici onesti, hanno permesso di identificare 51 lavoratori, accertare l’impiego di 17 lavoratori irregolari, di cui 10 completamente in nero (6 gli stranieri, 3 albanesi, di cui 2 senza permesso di soggiorno, 2 ucraini e 1 egiziano), comminare sanzioni amministrative pari, nel minimo, a complessivi 22mila euro.
Inoltre sono state segnalate 5 delle aziende ispezionate (2 alberghi di Rimini, 2 ristoranti ed 1 locale/night di Riccione) all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini, anche ai fini della sospensione dell’attività imprenditoriale, ai sensi dell’art. 14 del D. Lgs. n. 81 del 09.04.2008, in quanto risultate aver impiegato lavoratori in nero nella misura pari e/o superiore al 20% del personale presente all’atto dell’accesso. Sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 3 datori di lavoro e 1 dipendente in nero (straniero trovato privo del permesso di soggiorno) per non aver ottemperato all’ordine di espulsione. 

In alcuni interventi effettuati, è risultato sistematico il ricorso, da parte delle imprese ispezionate, all’impiego di maestranze irregolari, nonché l’evasione fiscale totale in un ristorante di Riccione, dove sono stati sorpresi 3 lavoratori, tutti “in nero”. Ma anche in un albergo di Rimini è stato scoperto 1 lavoratore “in nero” e la società (srls), esercente la gestione, dal 2014, seppur attiva, non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi, motivo per cui è stata acquisita tutta la documentazione amministrativo contabile per l’esecuzione di separata attività in materia fiscale finalizzata alla determinazione dei ricavi non dichiarati e delle imposte evase compresa l’imposta di soggiorno dovuta al Comune di Rimini. Al momento dell’accesso dei finanzieri è stata subito contestata la mancata emissione di 15 ricevute fiscali ad altrettanti clienti per un incasso di 4.200 euro, inoltre, il legale rappresentante è stato altresì deferito all’A.G. per il reato di ricettazione in quanto in albergo custodiva diversi documenti di identità risultati rubati. 

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Sempre in tema di controlli sul rilascio della ricevuta fiscale, eseguiti in parallelo alle verifiche in materia di lavoro, salta all’occhio l’esito di un altro recente intervento presso un ristorante di Rimini, dove non solo sono state rilevate in un solo giorno 3 mancate emissioni per oltre 300 euro di incassi, ma è stato scoperto che il gestore utilizzava bollettari di ricevute simili a quelli ufficiali, ma non valide ai fini fiscali, per cui sarà avviata una verifica di tutta la gestione contabile, relativamente a 850 ricevute non fiscali emesse a ignari clienti, convinti di avere ottenuto regolare ricevuta fiscale.

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