Lavoratori stagionali trattati come schiavi, la Procura di Rimini apre un fascicolo

Chi cerca lavoro per la stagione estiva si vede imporre orari assurdi e paghe da miseria, una indagine dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro fa emergere un racket per reclutare manodopera dall'estero e un cartello messo in piedi da alcuni albergatori per mantenere bassi gli stipendi

A lanciare un primo allarme ci ha pensato, martedì sera, Striscia la Notizia con l'inviato Moreno Morello che, da Rimini, ha svelato alcuni retroscena nella ricerca di personale per la stagione estiva da parte delle strutture ricettive e della ristorazione. Paghe da fame, orari di lavoro che superano le 12 ore - con contratti che, ovviamente, ne prevedono poco più della metà - e nessun giorno libero alla settimana sono finiti nel mirino del Tg satirico ma, anche, della Procura della Repubblica di Rimini che, al momento, ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla situazione e che ha, come ipotesi di reato, la riduzione in schiavitù. Prima che la vicenda venisse resa pubblica da Striscia la Notizia, già da tempo i carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro erano all'opera per monitorare la situazione e, allo stato attuale, pare che sia emersa solo la punta dell'iceberg. Secondo quanto trapelato dall'indagine, infatti, un gruppo di albergatori riminesi avrebbe costituito una specie di cartello per reclutare personale a basso costo nei Paesi dell'est Europa da mediatori italiani. A fronte di uno stipendio che, in nessun caso, supera i 1000 euro al mese, gli aspirati lavoratori stagionali si vedrebbero imporre turni di lavoro massacranti ma che, sulla carta, non dovrebbero superare le 6 ore e 40 imposte dal contratto di lavoro. Con la classica frase "o accetti o te ne vai", chi cerca un lavoro estivo si vede offrire 12 ore di lavoro e, se per caso in quel giorno c'è poco da fare, il dipendente può essere lasciato a casa dal datore di lavoro che, automaticamente, gli decurta la paga.

"Non si può sparare nel mazzo - tuona Patrizia Rinaldis, presidente dell'Aia - in una realtà come la nostra che conta 2500 strutture alberghiere. In seguito al servizio di Striscia ci sono arrivate decine di chiamate di protesta ma credo sia il caso di puntualizzare. Non si può generalizzare sulle 12 ore di lavoro: il contratto degli stagionali prevede una media settimanale di 48 ore tenendo conto, anche, dei picchi di lavoro e, quando si verificano dei tempi morti, i lavoratori possono tranquillamente recuperare le ore in più. A questo proposito, stiamo illustrando questa situazione ai nostri associati. Come ho già affermato in passato, comunque, quando vengono messe in vendita camere a 6,5 euro al giorno ci dobbiamo domandare come sia possibile e quali siano i margini di guadagno di queste persone. In conclusione, con questo sistema stiamo dando un'immagine sbagliata della Riviera".

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