Lavori socialmente utili, decoro della città: si rinnova la convenzione col tribunale

"L'obiettivo - spiega Lisi - è anche quello di valorizzare le professionalità dei singoli e di inserirli in percorsi personalizzati nei vari ambiti di cura e supporto alle attività di pubblica utilità, perché anche a chi ha sbagliato venga data un'altra possibilità”.

La Giunta del Comune di Rimini ha approvato, nel corso dell'ultima seduta, il rinnovo della convenzione con il Tribunale di Rimini per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità presso il Comune di Rimini quale pena sostitutiva per guida in stato di ebbrezza. L'ultima convenzione ha coinvolto, dal 2012 a tutto il 2014, un centinaio di persone nello svolgimento di attività socialmente utili. Si tratta di prestazioni ovviamente non retribuite, svolta in favore della collettività quale pena alternativa alla condanna per guida in stato di ebbrezza.

Tra le attività di pubblica utilità vengono considerate l'assistenza ai centri di aggregazione per anziani e giovani e la realizzazione di manifestazioni sportive e culturali, l'assistenza scolastica (custodia, manutenzione), tutela del patrimonio culturale, canile. Non solo, a seconda delle competenze professionali dei singoli casi, sono previsti percorsi personali in grado di valorizzare ruolo, conoscenze, capacità.

“Il rinnovo della convenzione con il tribunale di Rimini per i lavori socialmente utili – commenta il vicesindaco del Comune di Rimini, Gloria Lisi – ci permette di continuare il percorso virtuoso iniziato tre anni fa, e che ha visto il coinvolgimento di circa un centinaio di persone. Si tratta di lavori utili non solo a chi li svolge, come pena alternativa alla condanna, ma a tutta la comunità locale".

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"Una maniera di intendere la condanna più dal punto di vista riabilitativo e di utilità sociale, piuttosto che meramente punitivo - chiosa Lisi -. Una linea d’intervento che caratterizza l'amministrazione comunale e sulla quale lavoriamo anche con altri istituzioni, come ad esempio il carcere di Rimini, per l'utilizzo di carcerati in attività socialmente utili, come quelle relative alla pulizia di monumenti e muri della città dalle scritte e dagli atti vandalici. L'obiettivo è anche quello di valorizzare le professionalità dei singoli e di inserirli in percorsi personalizzati nei vari ambiti di cura e supporto alle attività di pubblica utilità, perché anche a chi ha sbagliato venga data un'altra possibilità”.

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