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Le auto usate utilizzate come deposito per la droga, sequestrati 95 chili di stupefacente

Il boss tradito dalle foto sui social network dove faceva sfoggio di mazzette di contanti, veicoli di lusso e abiti griffati

Come paravento per il traffico di droga usavano la copertura di venditori di auto usate utilizzando, però, i veicoli come deposito per la droga. Maxi operazione dei carabinieri della Compagnia di Riccione che ha portato all'arresto di due nordafricani  col sequestro di 95 chili di stupefacente oltre a 60mila euro in contanti. L'inchiesta dei militari dell'Arma, coordinata dal pm Luigi Sgambati, era partita nei giorni scorsi quando agli investigatori avevano posato gli occhi su un marocchino 34enne ufficialmente imbianchino e per hobby venditore di auto usate. Ad insospettire gli inquirenti erano le foto che lo straniero, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, postava sui suoi social network dove faceva sfoggio di auto di grossa cilindrata, vestiti griffati all'ultima moda e mazzette di contanti. Sono così iniziate le attività di pedinamento che hanno portato i carabinieri a seguire il 34enne fino a quando, nella giornata di martedì, hanno documentato come il marocchino si fosse incontrato con altri soggetti già noti alle forze dell'ordine per poi arrivare in pieno centro storico dove ad attenderlo c'era un tunisino 26enne il quale è salito nell'auto del complice. Un colloquio breve e sospetto che ha portato i militari dell'Arma a fermare il giovane una volta sceso dall'abitacolo.

carabinieri pacchi marijuana-2

Appena i carabinieri si sono qualificati chiedendogli i documenti per un controllo il nordafricano, anche lui già noto alle forze dell'ordine, ha reagito in maniera inaspettata tentando dapprima la fuga per poi cercare di divincolarsi furiosamente una volta bloccato provocando una lieve lesione a un militare. Reso inoffensivo, il 26enne è stato perquisito e trovato in possesso di 1,5 chili di hashish appena ricevuti dal 34enne che nel frattempo si era allontanato non accorgendosi dell'intervento dei militari dell'Arma. E' stato a questo punto che i carabinieri si sono messi sulle tracce del marocchino appostandosi davanti all'abitazione di Miramare del nordafricano dove, poco dopo, è stato visto uscire in compagnia di un parente. I due sono stati circondati e, una volta resi inoffensivi, è scattata la perquisizione dell'appartamento dove sono spuntati i 60mila euro in contanti e un biglietto aereo per Casablanca. Il 34enne, in un primo momento, ha sostenuto che il denaro era il frutto del suo secondo lavoro di venditore di auto usate tanto che nell'abitazione sono state trovate numerose chiavi appartenenti a dei veicoli. Di droga, invece, non è stata trovata traccia.

Gli inquirenti, tuttavia, si sono ricordati dello percorso fatto durante la giornata in auto dal marocchino che lo aveva visto fermarsi o fare brevi soste in diverse zone residenziali affollate da auto in sosta dei residenti. E' scattata così la caccia alle auto usate sospettando che lo straniero le utilizzasse come deposito per la droga e, infatti, in via Volturno ed in via dei Partigiani a Rimini i militari hanno scovato ben tre autovetture, cariche di hashish e marijuana. La droga era accuratamente etichettata coi marchi “Hermes” e “Real Madrid” utilizzati per distinguere le varie qualità dello stupefacente il cui valore è stato stimato sui 300mila euro. Alla fine ad essere messi sotto sequestro sono stati 75 chili di hashish e 20 di marijuana che sono valsi ai due nordafricani, difesi dagli avvocati Giuliano Renzi e Marco Di Troia, le manette. Su disposizione del pubblico ministero di turno, entrambi sono stati trasferiti nel carcere riminese dei "Casetti" in attesa della convalida del fermo.

hashish hermes contanti droga-2

"Complimenti ai Carabinieri della Compagnia di Riccione - ha dichiarato Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia - che hanno scoperto un rilevante traffico di stupefacenti, nell’ambito di un’operazione che ha portato all’arresto di due uomini e al sequestro di oltre 90 chili di droga. Non smetteremo mai di invocare pene più severe per debellare una piaga che sta letteralmente devastando i nostri centri urbani. Le Forze dell’Ordine sono costantemente impegnate nel contrasto a tali fenomeni e per questo non finiremo mai di ringraziare: ma è evidente che occorre il supporto delle Istituzioni che devono intervenire con normative maggiormente stringenti e severe, adeguate ai tempi drammatici che stiamo vivendo in fatto di sicurezza e ordine pubblico. Sul tema tante sono state le promesse e i proclami: ora è tempo di agire".

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