Le frane non si fermano, danni strutturali a bed&breakfast e case della Valmarecchia

Diversi i fronti con cui stanno facendo i conti i tecnici della valle a causa dei movimenti franosi degli ultimi giorni

Sono proseguiti anche nella giornata di lunedì i lavori dei tecnici impiegati, in alta Valmarecchia, per i dissesti idrogeologici che hanno interessato la vallata dopo le nevicate e le forti piogge degli ultimi giorni. Nella serata di domenica, a Cavallara, è esondato un affluente del Marecchia con l'acqua del torrente che ha invaso il ponte che scavalca le sponde. Per sicurezza, la strada è stata chiusa e, almeno fino a martedì, il passaggio è stato interrotto per permettere agli operai di ripristinare gli argini. Sorvegliata speciale la frana di Libiano dopo che, nella notte tra sabato e domenica, lo smottamento ha ricominciato a muoversi bloccando la nuova strada di bypass e isolando un gruppo di abitazioni. Tre, dei cinque nuclei famigliari coinvolti, hanno deciso di evacuare le abitazioni a causa del dissesto che ha interrotto, oltre alle comunicazioni, anche le forniture di energia elettrica e di acqua. Le famiglie rimaste, comunque, al momento possono contare sui generatori anche se, di fatto, sono irragiungibili.

Nella mattinata di lunedì un nuovo fronte franoso si è aperto in località Ca' Giannasi dove, dal monte Pincio, si è staccato un cumulo di terra con un fronte di 30 metri. Danneggiate le condutture del gas, con i tecnici della società che hanno provveduto a interrompere l'erogazione, e col movimento che ha provocato danni strutturali al bed&breakfast "Corte del sasso" e a un'abitazione privata con sassi e fango entrati dalle finestre e danni al tetto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco, ai tecnici del Comune e al personale della Protezione Civile, che hanno provveduto ad allontanare dalla casa la proprietaria, che non si trovava all'interno al momento del crollo, mentre la struttura ricettiva era chiusa durante l'inverno. 

La frana di Libiano, lunga circa 1 chilometro e in continuo movimento, ha isolato anche la Marig, un'azienda di esplosivi industriali. Anche per far riprendere l'attività della ditta, nella mattinata di lunedì il sindaco di Novafeltria, Stefano Zanchini, ha chiesto aiuto alla Prefettura di Rimini con l'invio di reparti del Genio Militare. "Lo smottamento - ha spiegato il primo cittadino - oltre che ad essere di grandi proporzioni si sta continuando a muovere. A causa di questo, non sappiamo quando saremo in grado di intervenire per ripristinare la viabilità interrotta. Questa mattina ho chiesto alla Prefettura la disponibilità del Gemio Militare che, con le sue attrezzature, sarebbe l'unico a poter realizzare una strada provvisoria per superare la frana".

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