Le serate open-air organizzate dalle aziende agricole nel mirino di Fipe-Confcommercio

L'associazione di categoria chiede maggiori controlli per eventi che rappresentano una concorrenza sleale

Confcommercio della Provincia di Rimini pone l’accento sulla incompatibilità tra le vigenti leggi e la “nuova moda” delle serate open-air organizzate dalle aziende agricole, sempre più diffuse sul nostro territorio. “Si tratta di eventi in cui non vengono rispettate le più elementari norme igienico-sanitarie e di sicurezza, con la mancanza di autorizzazioni in materia di somministrazione di alimenti e bevande e di spettacoli – sottolinea Gaetano Callà, presidente provinciale di FIPE – Confcommercio –. Le aziende agricole possono aprire al pubblico per degustazioni, assaggi e vendita dei generi alimentari di produzione propria, non certo organizzare banchetti sotto le stelle con centinaia di coperti, se non addirittura spettacoli prevedendo spesso un biglietto d’ingresso, senza strutture idoneamente attrezzate o autorizzazioni. Anche sul nostro territorio tutto questo sta avvenendo sempre più spesso e ormai si è passato il segno. Si sta operando al di fuori delle normative vigenti, senza tenere conto di numerosi fattori e rischi, dalla pubblica sicurezza (si pensi ad afflussi e deflussi) a quella alimentare, con la preparazione e somministrazione di cibi effettuata in ambienti non idonei e con cucine spesso insufficienti per il servizio erogato, fino all’igiene pubblica con la mancanza servizi igienici adeguati in rapporto alla numerosa clientela, rischi di contaminazione degli alimenti per l’assenza delle necessarie strutture di copertura, nonché pedane e superfici lavabili".

"La possibilità - prosegue Callà - di offrire ai visitatori un assaggio della produzione, con conseguente vendita dei prodotti, sta diventando dunque un pretesto per poter fare ben altro. E’ palese ormai la trasformazione delle aziende agricole in contenitori di proposte commerciali e veri e propri ristoranti a cielo aperto. Dobbiamo dunque pensare che quando sotto il tavolo ci sono la sabbia o l’erba, si può fare di tutto? In queste condizioni si ravvisa una preoccupante concorrenza sleale. Alle feste di partito, alle sagre non autentiche e ai finti circoli privati si è aggiunta anche questa deregulation: pic-nic organizzati, eventi comici, spettacoli musicali, dj-set con palchi e impianti sonori. Così ci pare davvero troppo. Anche chi ha una autorizzazione per l’agriturismo, lo ricordiamo, deve sapere che esistono dei limiti, sia per il tipo di attività ricreative svolte, sia per il numero ammissibile di coperti, senza comunque dimenticare necessità e presupposti minimi di igiene e sicurezza. Da parte di FIPE – Confcommercio, possiamo dire che non staremo a guardare: non riteniamo giusto questo ‘doppiopesismo’ che, purtroppo, ci vede sempre soccombere. E’ arrivato il momento di far valere i nostri diritti”.

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