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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Cronaca

A un mese dalle elezioni i leader politici al Meeting: Letta, Meloni, Di Maio, Salvini e Tajani tutti a Rimini

Entra nel cuore la nuova edizione del Meeting di Rimini, attesa per il primo grande confronto in presenza della campagna elettorale. Il presidente Giuliano Amato ha parlato di “Democrazia e verità”

Entra nel cuore la nuova edizione del Meeting di Rimini, la kermesse riminese che da oltre quarant'anni rappresenta il "gong" per ripresa della politica alla fine della pausa estiva. A un mese dalle elezioni è destinata ad essere in questo nuovo appuntamento più che mai una tribuna di prim'ordine nel bel mezzo della campagna elettorale E martedì (23 agosto) alle 12 ci sarà uno tra i momenti più attesi: al convegno, in collaborazione con l'Intergruppo per la Sussidiarietà, si confronteranno Luigi Di Maio, Enrico Letta, Maurizio Lupi, Giorgia Meloni, Ettore Rosato, Matteo Salvini ed Antonio Tajani: sarà il primo grande confronto in presenza della campagna elettorale.

Nel frattempo non è mancata una parentesi polemica, giunta dall’ex premier Giuseppe Conte, oggi presidente del Movimento 5 Stelle: “Io e il Movimento 5 stelle non siamo potenti, evidentemente esiste questa convention ad excludendum. Che la facciano pure, poi decideranno i cittadini. Spero che non sia fortunata per chi la utilizza”. Così il leader del M5s, Giuseppe Conte, in televisione si è lamentato per la sua esclusione al dibattito in programma martedì mattina al Meeting di Comunione e liberazione.

Mercoledì (24 agosto) arriva poi Mario Draghi. Inaugurando il Meeting 2020, poco dopo aver lasciato la guida della Bce, pronunciò un discorso da molti interpretato come il manifesto del suo futuro governo, con il distinguo tra il "debito buono" e il "debito cattivo" dei sussidi a pioggia, definendo il primo cruciale per uscire dalla crisi economica di matrice pandemica. A Rimini sono attesi anche nove ministri e in queste ore tanti governatori di regione.

Nella giornata di lunedì era particolarmente atteso l’intervento di Giuliano Amato, il presidente della Corte costituzionale ha parlato di “Democrazia e verità”. In un suo passaggio ha spiegato come “in democrazia a volte si è provato a imporre verità ufficiali, ma, come nel caso di Ustica, le verità imposte non sono riuscite a passare. Almeno da noi c’è una stampa capace di mettere in croce chi lo merita, un ordine giudiziario con giudici che giudicano con la loro testa”. Da noi “sulla base di presunzioni non è consentito privare libertà a nessuno. Ci vogliono i fatti. Nessuno può essere arrestato solo perché sostiene il contrario”.

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