"Lega riminese schiava di Morrone e Tosi", l'attacco di Sacchetti (Pd) dopo la vicenda del Ridolfi di Forlì

"Dalla proposta del sindaco di Riccione di trasformare la caserma Giulio Cesare in 'ospedale Covid' allo scalo forlivese di interesse nazionale"

Dopo le novità sull'aeroporto di Forlì, il segretario del Pd Provinciale Filippo Sacchetti entra a gamba tesa sulla Lega riminese accusandola di essere succube di decisioni prese altrove da Jacopo Morrone a Renata Tosi. "Che la Lega a Rimini conti quanto il due di coppe quando si gioca a pallanuoto era già plasticamente evidente con le candidature alle ultime regionali. Pecci escluso, Zoccarato silente, tutto il resto snobbato, Galli emarginato e via libera a Montevecchi", afferma Filippo Sacchetti.

Il segretario provinciale Pd sottolinea come tra Parlamento e Regione la Lega del Comune capoluogo abbia zero suoi rappresentanti: "E sin qui si potrebbe parlare di scarsa fiducia dei salviniani nella propria classe dirigente, residente all’ombra dell’Arco d’Augusto - continua - Ma nelle ultime settimane sono giunte due conferme, anzi due veri e propri ceffoni, che dimostrano come, nei fatti, la Lega di Rimini sia commissariata dal forlivese Jacopo Morrone e dalla riccionese Renata Tosi, che imperversano in spazi non loro, nel mutismo, qualcuno dice rabbioso, dei leghisti riminesi".

La guerra dei cieli: l'intervento di Pompignoli

Sacchetti ripercorre gli episodi, elecando i "ceffoni" a cui si riferisce: "Prima ci ha pensata la sindaca con la proposta 'esilarante' di trasformare la caserma ‘Giulio Cesare’ di Rimini in un ospedale Covid. Poi il dinamismo di Morrone, e non solo lui, nel fregiare l’aeroporto di Forlì del titolo di ‘scalo di interesse nazionale’, in una assenza totale di discorso e di relazione con il ‘Fellini’ di Rimini. Tre indizi fanno ben più di una prova. C'è una strategia nazionale, con ogni evidenza, per cui la Lega mira deliberatamente a punire la città e la comunità di Rimini con proposte e scelte vendicative, reazione alle sonore batoste elettorali prese da queste parti. E queste scorribande contro la città di Rimini sono permesse dal silenzio di partito della Lega riminese, costantemente bypassata e zittita".

Il segretario pronviciale chiosa con una stoccata finale alla Lega riminese: "Morrone e Tosi bevono il caffè… a pagare pensano Pecci, Zoccarato, Galli. Evidentemente felici e silenti di essere sovrastati da altri, in completo scorno degli interessi della città in cui loro vivono e fanno politica".

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"È davvero curioso che il segretario provinciale del Pd, Filippo Sacchetti, parli di sonore batoste della Lega proprio nel riminese - è la risposta piccata degli esponenti del carroccio. - Nella fretta di accaparrarsi un po’ di visibilità e di intervenire a tutti i costi su argomenti che non conosce, probabilmente si è dimenticato che alle ultime elezioni regionali la Lega, nella circoscrizione di Rimini, ha ottenuto il 34% dei voti (per la precisione 55.337) contro i 50mila del Pd. Capisco che per Sacchetti sia dura ammettere che quello di Salvini sia il primo partito anche nel riminese, ma gli consiglio di iniziare a lavorare per il suo territorio piuttosto che perdere del tempo in sterili polemiche. Perché non è attaccando la Lega che risolleverà le sorti del suo partito e quelle della Giunta Gnassi. Non è tirando per la giacchetta i suoi avversarsi che Sacchetti farà quadrare i conti dell’Amministrazione Gnassi, evitandone il commissariamento. Ci sono argomenti che molto probabilmente a Sacchetti sono sfuggiti e che invece meriterebbero le dovute attenzioni da parte della sua classe dirigente non tanto per dare risposte alla Lega, che non lesinerà nel rivendicarle, ma a Rimini e ai suoi cittadini. Il fallimento di Aeradria, il Tecnopolo, Acquarena, l’emergenza sicurezza sono solo tra i più evidenti e recenti fallimenti del Partito Democratico nel capoluogo felliniano. E c’è di più, l’incapacità della sinistra di interloquire con il proprio elettorato è evidente non solo nelle sue politiche, inefficaci e inefficienti, ma anche nel suo linguaggio. Saturo di arroganza, invidia e prepotenza."

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