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Droghe leggere legali? Altolà di Sanpa: "Il 98% ha iniziato con lo spinello"

commenta da parte sua la famosa comunità di recupero di tossicodiopendenti: "Siamo molto preoccupati per le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti politici in merito ad una possibile legalizzazione della cannabis"

“Legalizzazione delle droghe pericolosa per giovani e famiglie”: non poteva che essere la chiusura di una porta quella che viene da San Patrignano, dopo che il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere è tornato ad avere un ritorno di fiamma a livello politico. E commenta da parte sua la famosa comunità di recupero di tossicodiopendenti: “Siamo molto preoccupati per le recenti e intollerabili dichiarazioni di alcuni esponenti politici in merito ad una possibile depenalizzazione e legalizzazione della cannabis, in cui sono tornati a trattare ancora una volta con disarmante leggerezza, pressappochismo e mancanza di competenza un tema che interessa il futuro delle nuove generazioni. Proposte di legge e prese di posizione che, se accolte, potrebbero avere conseguenze devastanti”.

“Noi che da quasi 40 anni operiamo nel campo della tossicodipendenza conosciamo benissimo i danni, estremante gravi, provocati dall’uso di questa sostanza, soprattutto fra gli adolescenti. Sappiamo benissimo quanto sia pericolosa per i ragazzi più indifesi che nella marijuana potrebbero trovare un accesso privilegiato alle altre sostanze. Non a caso ben il 98% dei ragazzi che abbiamo in percorso ha iniziato con il classico spinello, considerato per assurdo “normale”. E non si pensi che legalizzandone l’uso ne calerà il consumo. Ad oggi fuma cannabis un ragazzo su cinque, ma secondo le leggi del mercato è facile immaginare che ad un aumento dell’offerto ne seguirà uno della domanda”.

Ed ancora: “Un problema in più per le famiglie, già gravate di problemi a livello lavorativo ed economico, che sarebbero lasciate ancor più sole ad assolvere al loro compito educativo, a rispondere in maniera puntuale ai loro figli in una società che va in tutt’altra direzione. Dal nostro punto di vista - che è quello degli educatori - assistiamo sbigottiti, ma non rassegnati, a queste continue prese di posizione dettate spesso più da orientamenti ideologici che da evidenze scientifiche, che calpestano senza troppe difficoltà i principi educativi elementari e che mettono in discussione i caposaldi della nostra società”.

“La modernità e l’apertura di vedute, o anche la tolleranza verso chi nutre legittime e differenti opinioni, non significa abdicare ai valori fondanti del vivere comune e al patto sociale che lega gli uomini. Il limite, come diceva Voltaire, è la sostanza della vera libertà, che deve fermarsi di fronte a quella degli altri”.

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