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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Ora Legambiente scende in spiaggia, in agenda un flash mob pro eolico offshore

Legambiente: "Al Governo chiediamo più serietà e concretezza nell’affrontare la crisi climatica. Per uscire dal carbone il Paese non ha bisogno di nuove centrali a gas"

Un flash mob pro eolico offshore. E' quanto ha in progetto Legambiente, unitamente a 44 sigle a livello nazionale tra associazioni, comitati e movimenti. L'appuntamento è in programma per sabato (12 febbraio), alle 10,30,  presso la spiaggia libera lungomare Giuseppe Di Vittorio (in prossimità del Punto Vela Bellariva). Sono quattro le iniziative che si svolgeranno sul territorio regionale in luoghi simbolo, "per contestare impianti inutili alla transizione ecologica e l’assurdo blocco alle rinnovabili. Una mobilitazione necessaria per arrestare le recenti assurdità contro la transizione energetica", scrive in una nota Legambiente.

Oltre a Rimini, gli altri appuntamenti sono: a Minerbio (Bologna) con flash mob al centro di stoccaggio gas metano di Snam; a Ravenna con flash mob presso la centrale a gas di Eni a Casalborsetti per contestare l'impianto di Ccs; a Faenza con un banchetto informativo in piazza Duomo.

“Al Governo chiediamo più serietà e concretezza nell’affrontare la crisi climatica. Per uscire dal carbone il Paese non ha bisogno di nuove centrali a gas fossile e di nuove estrazioni, ma di decuplicare la velocità di sviluppo delle fonti rinnovabili. E sulla tassonomia verde l’esecutivo esprima in sede Ue una netta contrarietà all'introduzione di gas e nucleare tra le fonti verdi”, scrive Legambiente.

“Il cambiamento climatico continua la sua inarrestabile corsa e il limite di 1,5 gradi è sempre più vicino - prosegue la nota -. Continuando con le attuali politiche globali si avrà un aumento delle temperature fino a circa 2,7 gradi, nettamente superiore agli obiettivi fissati negli Accordi di Parigi. Non possiamo perdere altro tempo. In questo contesto il ministero della Transizione ecologica, secondo il Sole24ore, sta valutando la realizzazione di circa 50 centrali a gas fossile di nuova potenza distribuita, che sono parte di un piano da 30 miliardi di euro fatto di più di 115 interventi infrastrutturali del gas fossile. Oltre a rispolverare pericolose e velleitarie ricette come il nucleare. L’Italia sta sbagliando strada. Per uscire dal carbone, il nostro Paese non ha bisogno né di nuove centrali a gas fossile né del nucleare, ma di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.


 

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